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martedì 14 aprile 2015

Paesaggi: Nichols Canyon

David Hockney, Nichols Canyon
E' stato l'artista stesso a descrivere, con precisione analitica, questo grande e allegro dipinto dai vivaci colori: "A Hollywood Hills non conoscevo molta gente e da quelle parti quando non conosci nessuno, non ci vai nemmeno, perché è facile perdersi ... ma, una volta che ci vivi, hai un'altra visuale di Los Angeles.
Per prima cosa, tutti i tornanti là sotto sembrano attraversare la vita e poi anche la pittura. Così cominciai Nichols Canyon. Presi una grande tela e vi dipinsi in mezzo una serpentina, perchè la strada mi si presenta proprio così. Abitavo in collina e dipingevo nel mio atelier in città. Facevo la spola, su e giù, due, tre, persino quattro volte a giorno. Sentivo che, dentro di me, i tornanti si trasformavano letteralmente in carne e sangue".

L'inglese David Hockney sviluppò, tanto nella pittura quanto nella grafica, un linguaggio artistico strettamente imparentato con la pop art e tuttavia non del tutto identificabile con questa corrente. Dopo aver cominciato col realizzare sintesi simboliche della banalità quotidiana, a partire dagli anni Settanta tornò a rappresentazioni più marcatamente naturalistiche.

Anche quest'opera possiede un carattere ormai eccezionalmente "tradizionale", che potrebbe ricordare, almeno alla lontana, i paesaggi del fauvismo, ma anche quelli del primo Paul Klee e delle correnti artistiche analoghe, nel modo in cui i suoi passaggi oscillano tra realismo e stilizzazione, e soprattutto per quanto concerne il vivacissimo cromatismo.

Nichols Canyon

Nella descrizione di Nichols Canyon che lui stesso ci offre, Hockney si sofferma sull'elemento della strada in particolare sulla sua sinuosità. Questa via serpeggiante occupa una posizione di assoluto rilievo nella composizione, snodandosi lungo l'asse mediano del formato verticale, che rappresenta un vettore virtuale. Nel contempo il movimento serpeggiante e ascendente della strada comunica un'impressione di profondità, anche se non si può certo parlare di un'esatta prospettiva centrale.

In un altro contesto, Hockney aveva messo in luce come la prospettiva centrale del Rinascimento, su cui gli uomini del XV e XVI secolo avevano fondato la loro fede in un realismo assoluto, a partire dal XIX secolo avesse perso la sua magia, tanto che "i più perspicaci arrivarono pian piano a capire che lo spazio poteva essere rappresentato in un altro modo".

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Così, la via serpeggiante richiama la conquista degli spazi che ha caratterizzato la pittura occidentale per secoli, mentre la molteplicità di vedute che si susseguono ai suoi bordi rimanda, nel suo insieme, ai grandi paesaggi panoramici dell'antichità. In ultima analisi, la composizione di Hockney non è tanto un paesaggio coerente, quanto piuttosto la somma di impressioni visive, continui cambiamenti del punto di vista e sovrapposizioni sensoriali derivanti dai quotidiani tragitti in automobile dell'artista.

Con Mulholland Drive, realizzato nello stesso anno, Hockney crea una composizione più drammatica esasperando quegli elementi che in Nichols Canyon avevano sostanzialmente una valenza estetica. Così l'artista: "Se si dà un'occhiata a Mulholland Drive, e con Drive non si intende il nome della strada ma l'atto stesso della guida, l'occhio si troverà a viaggiare sulla strada alla stessa velocità di un'auto".

Continua l'esplorazione ...

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Fonti: Paesaggi, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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