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venerdì 22 maggio 2015

Romanticismi - Incubo

Johann Heinrich Fussli, Incubo, 1790-91
Come avrete già visto ho trovato il tempo di iniziare un altro viaggio "artesplorandoso" attraverso il Romanticismo, un movimento delle arti a cui sono particolarmente legato. E oggi parliamo delle origini e del grande Fussli.

Johann Heinrich Fussli, secondogenito dello scrittore e ritrattista Johann Caspar, lesse fin da giovanissimo i testi di Johann Jakob Bodmer, che gli fecero conoscere le grandi figure della letteratura mondiale, destinate a costituire la principale fonte della sua ispirazione. Educato nella religiosità protestante di indirizzo zwingliano, nel 1761 prese i voti, ma due anni dopo lasciò Zurigo per motivi politici e si trasferì a Berlino e poi a Londra, sua patria d'elezione.
Inizialmente dedicatosi alla scrittura, che per qualche tempo la sua fonte primaria di sostentamento, cominciò ben presto a illustrare le opere dei suoi talenti preferiti, tra cui sopratutto Shakespeare. Fu Joshua Reynolds a incoraggiarlo affinché si dedicasse completamente all'arte figurativa.

Viaggiò a lungo in Italia, dove visitò Firenze, Venezia e Napoli e visse per otto anni a roma. Il soggiorno romano lo segnò profondamente, come si evince dall'influenza esercitata sul suo stile dalle figure monumentali di Michelangelo. Dopo la partenza da Roma e un breve periodo trascorso a Zurigo, Fussli tornò a Londra, dove si stabilì definitivamente e dove la sua arte giunse al suo pieno sviluppo.

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Incubo

L'esposizione della sua opera più famosa, Incubo alla Royal Academy di Londra (di cui nel 1790 Fussli divenne membro) provocò grande scalpore. Il ruolo di Fussli nella storia della pittura risiede nel suo classicismo percorso dalle prime tensioni romantiche e nell'originale e monumentale  resa del mondo onirico e trascendente.

Fussli trattò il suo soggetto più noto, l'incubo, in quattro diverse tele; questa versione è la seconda in ordine temporale. Pur non essendo ispirato a nessuna precisa fonte letteraria, il soggetto dipinto non sarebbe pensabile senza un'approfondita conoscenza della letteratura fantastica, in particolare inglese.

Il corpo della donna addormentata o svenuta appare deformato ed estremamente allungato, non certo per incompetenza quanto per a volontà di sottolineare il senso di oppressione dovuto allo gnomo appollaiato su di lei; esso è simbolo dell'incubo, cioè del terrore inconscio. Un varco nel tendaggio che oscura lo sfondo fa emergere la testa di un cavallo, un motivo che anticipa la trasfigurazione demoniaca di questo animale, destinata ad avere grande fortuna in seno al tardo romanticismo francese e qui interpretabile come un simbolo sessuale maschile.

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Fonti: Romanticismo, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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