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sabato 27 giugno 2015

Divagazioni su Francesco Guardi

Francesco Guardi, gondola in laguna

























Oggi vi parlo di Francesco Guardi, pittore veneziano, molto conosciuto per le sue vedute.
La sua attività giovanile non può essere dissociata da quella di suo fratello Giovanni Antonio, maggiore di parecchi anni e che dirigeva uno studio rinomato a Venezia.
Il giovane Guardi cominciò a lavorare in un primo tempo con lui facendosi poi, man mano, sempre più indipendente e, quando Gian Antonio morì, egli divenne a sua volta capo dello studio di famiglia. Come il fratello, si specializzò nella pittura di figure (o di storia), ma ben presto si segnalò per un tocco incisivo e rapido e per una nuova sensibilità all’atmosfera, che legava i personaggi al paesaggio.

Allievo di bottega di Canaletto, insieme al di lui nipote Bernardo Bellotto, Francesco Guardi sembra essersi impegnato a sovvertirne il linguaggio pittorico, inventando una sua personale versione della nervosità settecentesca del segno, dove il colpo di biacca (il bianco usato dai pittori nei quadri a olio) serve a esaltare la vela come a rivelare il remo, e dove la pittura esige d'essere apprezzata per la sua pura qualità. In questo senso riesce ad anticipare le ritmiche di Boldini e la migliore pittura della poco nota Venezia del XX secolo, da Tancredi a Vedova.

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L'artista in effetti non mira, nelle sue pitture, a risultati di nitida percezione (come abbiamo visto in Canaletto QUI), ma propone un'interpretazione del dato reale soggettiva ed evocativa, realizzando immagini di città evanescenti e irreali; raggiungendo a volte una sensibilità definibile pre-romantica, grazie allo sfaldamento delle forme e a malinconiche penombre.

Predilige quindi, da ottimo sperimentatore, i formati piccoli fino ai preziosi suoi capricci, totalmente inventati. Un buon cocktail di Carpaccio, Canaletto, romanticismo e modernità.
La celebrità di Guardi derivò soprattutto dal suo talento di «vedutista» che gli assicurò un posto di primo piano se non a Venezia, certamente all’estero, dove le sue opere erano estremamente ricercate.
L’opera di questo grande vedutista è estremamente abbondante (più di 1000 quadri). In molti dei grandi musei europei ed americani è possibile trovare le sue vedute di Venezia e di Mestre e i suoi Capricci.

Il quadro che vi propongo di lui lo potete andare a vedere in un piccolo e prezioso museo di Milano, il Poldi Pezzoli.

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