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lunedì 22 giugno 2015

Eugene Delacroix anticipatore dell'estetica della modernità

Eugene Delacroix, ritratto di Chopin
Agli antipodi della tensione verso la perfetta definizione del tratto, espressa dall'uniformità compositiva delle opere di Ingres, sembra collocarsi la poetica pittorica di Eugene Delacroix ( 1798-1863).
Legalmente iscritto nei registri del municipio di Charenton come quarto figlio di Victoire Oeben, discendente dalla famiglia dei Riesener, e di Charles Delacroix, sarebbe di fatto figlio naturale di Talleyrand, e tale filiazione spiegherebbe la protezione che questi gli concesse e che facilitò la carriera del giovane artista.

Orfano a sedici anni, Delacroix ricevette una buona formazione classica al liceo imperiale (oggi liceo Louis-le-Grand); nel 1816, per consiglio dello zio, il pittore Henri Riesener, entrò nello studio di Guérin. L’anno successivo era all’Ecole des beaux-arts; piuttosto ostile all’accademismo professato dal suo maestro, era anzitutto cosciente dell’impulso nuovo dato alla pittura da Gros e da Géricault.

Le prime opere si limitano ancora all’imitazione dei maestri italiani del Rinascimento e del XVII secolo; ma la Barca di Dante, esposta al salon del 1822 e comperata dallo stato, rivela altre ispirazioni, in particolare quella della Zattera della Medusa di Géricault. Variamente accolta dalla critica, l’opera ebbe il caloroso sostegno di Adolphe Thiers.

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Nel 1824 Delacroix si colloca definitivamente tra i pittori romantici, in contrapposizione ai classici raccolti intorno ad Ingres.
Il 13 agosto 1863 morì nell’appartamento che dal 1857 occupava al n. 6 di place de Furstenberg a Parigi. L’anno successivo, nel 1864, una grande vendita disperse, come egli aveva voluto, tutto il contenuto del suo studio.
Le sue ricerche nel campo dei colori e dei loro complementari, il tocco «sfiocchettato», preludono agli studi degli impressionisti, come la sua rapidità e i suoi sfondi violenti preannunciano la pittura fauve, espressionista e persino astratta.

La sua concezione dell'arte come "rivelazione" di un possibile ancora inespresso dalla natura; il suo ideale di bellezza, intenso come l'espressione irripetibile di una singola immaginazione creatrice; la supremazia del colore rispetto alla compiutezza del disegno fanno di Delacroix l'utopico anticipatore dell'estetica della modernità.
E' stato Baudelaire a cogliere l'istanza autenticamente romantica e idealistica, libera da qualsivoglia accademismo stilistico ma allo stesso tempo attenta alla dimensione artigianale del mestiere, della pittura di Delacroix.

Ritratto di Chopin

Di lui vi propongo un opera che ci spiega come il pittore fosse anche letterato, raffinato frequentatore di teatri d'opera e sale da concerto, apprezzato ed influente critico. 
L'opera in questione è il ritratto di Chopin, che in origine doveva essere rappresentato insieme alla poetessa francese George Sand. L'amore "scandaloso" tra i due è quasi il simbolo dell'ideale romantico dell'incontro tra musica e poesia.


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