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venerdì 19 giugno 2015

Intervista a Valeria Vite curatrice del blog "Acqua e limone"


Oggi facciamo la conoscenza di una giovane blogger curatrice di Acqua e limone.
Vorrei che per cominciare ti presentassi, chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perchè hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissata diventando blogger.

Mi chiamo Valeria Vite, ma in rete sono conosciuta con il Nickname Valivi, ho 23 anni e, dopo tre anni di noiosi studi di economia, mi sono finalmente iscritta a lettere per inseguire i miei sogni. Ho iniziato a scrivere “Acqua e limone”, il mio blog, per condividere le mie passioni con altre persone dedicandomi alla scrittura, l’attività che più preferisco. Il mio blog non tratta un argomento in particolare, anche se troverete soprattutto articoli sul teatro, ma affronta le tematiche più varie: letteratura, cinema, storia, miti e leggende, viaggi e, naturalmente, arte. 

Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Artesplorando.

I musei troppo affollati non mi sono mai piaciuti, infatti cerco sempre di visitarli in settimana, quando il numero di visitatori è minore. A mio parere i piccoli musei sono affascinanti tanto quanto quelli più visitati perciò non ho preferenze e, quando sono in viaggio, cerco di vedere il più possibile. Io abito vicino a Milano e mi ha colpito particolarmente il Museo del Novecento, che ho visitato ben due volte. Un altro museo che ho visitato recentemente è il Museo Archeologico Nazionale di Atene, che conserva alcuni tra i più preziosi tesori dell’arte greca.

Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Purtroppo a Milano alcune mostre si rivelano deludenti proprio per il motivo che hai descritto tu: una mostra viene pubblicizzata dai media come un grande evento, ma di fatto vengono esposte opere secondarie o selezionate senza un valido criterio. E’ il caso della mostra di Van Gogh di Palazzo Reale, di cui ho parlato recentemente nella sezione blog di “L’Indro”, un quotidiano di approfondimento online per cui scrivo. Ecco il link: http://www.lindro.it/0-cultura/2014-12-11/161008-il-van-gogh-di-palazzo-reale-delude/ Palazzo Reale ha tuttavia proposto anche delle splendide mostre, come quelle di Andy Warhol (https://centauraumanista.wordpress.com/2013/06/15/andy-warhols-sturdust-la-pop-art-approda-a-milano/ , https://centauraumanista.wordpress.com/2013/11/19/andy-warhol-a-milano-le-opere-piu-significative/ ), Artemisia Gentileschi (un’artista che nominerò nel mio prossimo articolo in “Areyou art?”) e Marc Chagall. 

Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

Credo che ogni appassionato di storia dell’arte risponderebbe a questa domanda sostenendo di voler ristrutturare Pompei e ogni altro sito archeologico abbandonato a se stesso, inoltre i beni culturali sono una risorsa vitale per l’Italia, pertanto andrebbero proposti al pubblico sapientemente non solo per amore della cultura, ma anche per il benessere economico del nostro paese. 

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

“Arte e dossier” è un periodico mensile la cui direzione è affidata a Philippe Daverio, si tratta di una rivista semplice e accattivante, l’ideale per avere una panoramica completa sul mondo dell’arte. 

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

“Sentiero di notte in Provenza” di Van Gogh, “Giuditta che decapita Oloferne” di Artemisia Gentileschi, i “Prigioni” di Michelangelo, “Ragazza in verde” di Tamara De Lempicka, “Finestra aperta” e “Lo studio rosso” di Matisse, “Improvvisazione 8” di Kandinsky.

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perchè?

Salvador Dali perché, oltre ad essere un genio, era completamente pazzo e una serata in sua compagnia non potrebbe che rivelarsi insolita e interessante. 

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Artesplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato (ovviamente valgono anche le web-tv).

“Passepartout” di Philippe Daverio non produce più nuove puntate da qualche anno, ma su Rai 5 trasmettono frequentemente delle repliche. Su Youtube sono disponibili alcune puntate, come ho scritto qualche tempo fa in un articolo: https://centauraumanista.wordpress.com/2014/09/01/philippe-daverio-e-anche-su-youtube/ 

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

L’arte non è inutile perché, anche se non produce immediatamente profitto, ci appelliamo al senso del bello quando arrediamo una stanza o accostiamo dei capi d’abbigliamento, spesso utilizzando mobili e vestiti disegnati da un designer o uno stilista che si è ispirato a qualche opera d’arte; l’arte ha inoltre la capacità di trasmettere impressioni potenti e immediate allo spettatore, perciò viene costantemente citata nel cinema e nella pubblicità per persuadere le masse (e dunque produrre quattrini). Se anche non permettesse di ottenere alcuna utilità pratica, l’arte stimolerebbe comunque il cervello e ci renderebbe tutti più felici, dunque è utile anche quando è fine a se stessa perché rende migliore l’umanità intera. L’arte è sempre al passo coi tempi perché ha sempre qualcosa da dire: un’opera d’arte sopravvissuta al trascorrere del tempo parla e parlerà sempre agli spettatori, non invecchierà mai. La nostra società parla più con le immagini che con le parole (basti pensare alla televisione, la pubblicità, Facebook…), perciò l’arte è più attuale che mai e influenza ciò che arte non è, dall’etichetta di una coca-cola ai micetti postati su Facebook. 

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

“Ogni bambino è un artista. Il problema è poi come rimanere un artista quando si cresce” Pablo Picasso

Grazie a Valeria per la sua disponibilità. Se volete leggere i suoi articoli, oltre che sul blog Acqua e limone, li trovate anche su L'Indro e Are you art?
Buona lettura e alla prossima intervista ...

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