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giovedì 4 giugno 2015

La Fornarina

Raffaello, la Velata
Fra le muse ispiratrici dei grandi pittori un posto importante va a una ragazza romana, amante di Raffaello, entrata di diritto nella leggenda e nell'interpretazione da romanzo rosa delle grandi pagine dell'arte. Stiamo parlando di Margherita Luti, figlia di un fornaio di origine senese che aveva la bottega in contrada Santa Dorotea, diventerà celebre con il soprannome di Fornarina.
Il buon Vasari parla di lei a proposito del ritratto della Velata. Ma potrebbe essere stata la modella di alcuni altri dipinti raffaelleschi, tra cui La Fornarina e, con maggior verosimiglianza, la Madonna Sistina.

Vissuta a cavallo tra il XV ed il XVI secolo, non si conoscono con esattezza di lei né la data di nascita né quella di morte. Si narra che entrata in monastero alla morte di Raffaello, sarebbe scomparsa di lì a poco. Si possono solo fare diverse congetture circa le date di nascita e di morte di Margherita Luti. Adottando la datazione media comunemente ritenuta per l'esecuzione della Velata (1516), si ottiene una nascita molto approssimativa intorno al 1493.

Raffaello, la Fornarina
Particolare della firma
Le sue fattezze, gli occhi scuri e profondi, il volto tondo, il sorriso dolce e un po' imbarazzato, ci sono noti da uno dei ritratti dedicati dal pittore alla modella-amante, uno dei primi e che i puritani definirebbero più scandalosi, nel celebre dipinto La Fornarina. Raffaello si è firmato sul nastro che stringe il braccio carnosetto della fanciulla, cingendolo come una carezza carica di affetto.

Raffaello s'innamora del corpo della Fornarina e non dell´angelico volto. Una passione violenta, fino alla nevrosi. Tanto che, racconta il Vasari, nel 1514 pretende che gliela portino nella villa di Agostino Chigi alla Lungara dove sta dipingendo, altrimenti butterà all´aria tavolozza e pennelli, lasciando a metà l´affresco della Galatea, per il quale il banchiere senese gli ha imposto come modella la cortigiana Imperia.

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Nell’Ottocento la bella Margherita suggestiona l’immaginario romantico, che la definisce quale musa ispiratrice del pittore urbinate. Nel 1897 un noto studioso d’arte, certo Valeri Antonio, scopre un documento che attesta il ritiro presso il monastero in Trastevere chiamato Sant’Apollonia, di Margherita, avvenuto soltanto pochi mesi dopo la morte del suo amato Raffaello. Il documento riporta: "al dì 18 agosto 1520, oggi è stata ricevuta nel nostro conservatorio Madama Margherita vedoa figliuola del quodam Francesco Luti di Siena". Per tale scoperta si è ipotizzato che Raffaello e Margherita si siano sposati in segreto e che alla morte del pittore ella abbia deciso la via del ritiro a vita monastica.
Lorenzetto, Madonna del Sasso
Ma come mai questa passione per la figlia di un fornaio? Un alone di mistero circonda la Fornarina e non perché le si accreditino ben tre case. E´ la sua identità che lascia perplessi. La figura soave innamorata di Raffaello e a lui fedele per tutta la vita, fino a rifugiarsi, alla morte dell´artista in convento, tende a confondersi con quella di una cortigiana. Il forno e il fornaio non c´entrano e Fornarina è un nome d´arte, come lo usano le cortigiane d´alto bordo. Il soprannome allude ad altro forno e ad altri pani da infornare, in un eufemismo diffuso nella nomea delle cortigiane.


Il mistero dunque resta e le due immagini si confondono: da un lato la cortigiana desiderosa di adescare nuovi clienti e dall'altro il volto bellissimo e puro che appare più volte nelle tele dipinte dal grande maestro del Cinquecento. Forse è la Madonna del Sasso del Lorenzetto, commissionata da Raffaello stesso, che veglia sulla sua tomba al Pantheon.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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