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martedì 16 giugno 2015

Pollock, il film sul grande genio irascibile di Jackson


Ed eccoci all'appuntamento mensile con la rubrica "Art si gira!", in cui ripercorriamo insieme i film che hanno tentato di raccontarci (con esiti molto diversi) la vita degli artisti! E' la volta di Pollock di cui ho già parlato in diverse occasioni QUI.
Pollock (Pollock) è un film del 2000, prodotto, diretto e interpretato da Ed Harris; si tratta della sua prima opera da regista. Il soggetto è tratto dal volume Pollock: an American Saga (1989) di Steven Neifeh e Gregory White Smith. Il film di Ed Harris è una delle più recenti "biopic" sull'arte e tra le migliori accolte dalla critica. La pellicola è stata presentata al Festival di Venezia del 2000 in prima mondiale, ma il film è arrivato nelle sale italiane solo nel maggio del 2003.

Il film inizia nel 1950, l'artista è ripreso a firmare autografi durante un vernissage alla Betty Person Gallery mostra recensita dalla rivista Life; il pittore è all'apice della sua carriera. Si tratta, però, solo di un flash perché la trama del film ritorna indietro di nove anni quando ancora Pollock era alla ricerca del successo.


Durante questo periodo conosce Lee Krasner, una giovane artista con la quale dividerà uno spazio espositivo, la quale diventerà più tardi sua moglie. Nel 1942 avviene il secondo incontro che cambierà la sua vita, quello con Peggy Guggenheim; la collezionista gli commissiona un grande quadro per la sua nuova casa, offre all'artista uno stipendio e la possibilità di fare la sua prima mostra personale. Il film prosegue mostrando gli alti e bassi della vita di Pollock, dovuti per altro alla depressione e al suo alcolismo, ma lascio a voi la scoperta del finale senza anticiparvi nulla.


Il film mi è piaciuto moltissimo, ciò che ne fa una grande opera è il "maniacale" lavoro di documentazione svolto prima di cominciare a girare. Ogni possibile fonte di informazioni sul pittore è stata consultata, dai musei, all'ambiente dei critici, dei pittori, dei galleristi, degli amici, nonché tutti i vari testi, letterari e fotografici, a disposizione sull'argomento. Tutto ciò è stato letteralmente passato al setaccio, consentendo al regista/protagonista una padronanza del ruolo da manuale.


I pregi del film sono svariati; innanzitutto, il rapporto di Pollock con la compagna, anch'essa pittrice (interpretata da una Gay Harden vincitrice d'Oscar; per Harris solo nomination) é descritto fedelmente, in maniera realista e articolata. Purtroppo, sembra che solo nelle circostanze del tragico epilogo si capisca la sua reale importanza nella vita e nell'esistenza del pittore.

Inoltre, assistiamo alla nascita e alla concettualizzazione di un nuovo linguaggio: l'action-painting. Inoltre è accurato anche il ritratto del Pollock uomo, con le sue instabilità caratteriali, i suoi scatti, la sua emotività, il suo gusto per il bere e le donne, le sue improvvise crisi.

Da vedere, per chi ama Pollock, per chi ama la pittura, ma anche per chi ama semplicemente il buon cinema.
Per tutti le info sul film clicca QUI


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