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sabato 4 luglio 2015

Donne d'altri tempi - Cristina Belgioioso

Francesco Hayez, ritratto di Cristina Belgioioso Trivulzio
Consueto appuntamento con la rubrica di Artesplorando che raccoglie uomini e donne illustri che hanno segnato la storia, la cultura e l'arte.
La persona che vi racconto oggi ci viene introdotta dal ritratto che Francesco Hayez fece di lei, la bellissima Cristina Belgioioso, la più ricca ereditiera della Milano neoclassica.
Ma questa nobildonna era tutt'altro che superficiale; mise eroicamente al servizio della rivoluzione che porterà all'Unità d'Italia sia i suoi soldi che la sua grazia, sia le sue relazioni che la sua intelligenza.

Nacque nel 1808 dai marchesi Vittoria Gherardini e Girolamo Trivulzio. Orfana di padre a quattro anni, crebbe nell’amor di patria, sentimento condiviso sia dal patrigno Visconti d’Aragona sia dal suo precettore Achille Mauri.
Nel 1824, appena sedicenne, sposò il giovane patriota Emilio Barbiano di Belgioioso, ma ben presto ne subì le infedeltà coniugali, ottenendo da lui la libertà in cambio dell’estinzione dei suoi debiti. Grazie al passaporto svizzero ottenuto per un antico privilegio ticinese dei Trivulzio, nonostante la salute cagionevole, la nobildonna aiutava i cospiratori e si prodigava a rinserrare le fila degli esuli piemontesi e lombardi dando feste e ritrovi in terra elvetica.

Il dipinto di Hayez sullo sfondo rappresenta la baia di Napoli, in quanto lei finanziò parte dell'insurrezione napoletana del '48 portando poi negli eserciti delle Cinque giornate milanesi il seguito d'una sua propria divisione. Il busto che dall'alto la guarda è probabilmente quello di sua madre che la protesse durante la separazione con il marito negli anni '30 e la sostenne nel viaggio a Parigi. Ma non è l'unico dipinto che la ritrae. Anche il pittore Henri Lehmann (Kiel, 14 aprile 1814 – Parigi, 30 marzo 1882) pittore e ritrattista tedesco naturalizzato francese la immortalò in un dipinto del 1843. La Milano d'allora merita un riconoscimento, e alle sue donne in particolare è riservato un pensiero d'affetto e d'ammirazione. Erano leggermente diverse da quelle che appaiono oggi protagoniste della vita pubblica. Erano inclini a uno spirito d'emancipazione che i lumi del Settecento avevano preparato.


Cristina Trivulzio Belgioioso svetta per passione e intelligenza politica, cultura e mondanità, generosità e filantropia. Giardiniera, come erano dette le cospiratrici carbonare, mazziniana, poi monarchica, condizionata solo in parte dagli alterni sequestri austriaci del patrimonio paterno, la sua stella brillò sulle principali vicende storiche risorgimentali.

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Nel 1855 torna a Locate, alle porte di Milano, dove inizia a costruire asili e scuole e dove rivoluziona il paese portandolo ad un livello sociale molto al di sopra della situazione tipica di quel periodo.
Muore di polmonite ancora giovane, nel 1871, a 63 anni. Aveva avuto una vita ricca di peripezie e aveva sempre sofferto di varie malattie. Venne seppellita a Locate dove si trova ancora oggi.
Negli ultimi anni le novità su questo straordinario personaggio si moltiplicano: le si dedicano incontri, mostre, viene ritratta in un film di Martone.
Forse si sta veramente iniziando a rivalutare questa grande donna!

Fonti: Il museo immaginato, Philippe Daverio, Rizzoli, Milano, 2011

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