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mercoledì 5 agosto 2015

Alma Maria Schindler, musa vitale del XX secolo


Oggi vi parlo di una donna tra le più importanti, attive e vitali del XX secolo.
Alma Maria Schindler, figlia d'arte del pittore Emil Jakob Schindler e di Anna von Bergen. Considerata dai suoi contemporanei la più bella ragazza di Vienna, oltre a possedere una personalità complessa e intrigante. Diversi furono i modi con cui venne definita: "Sposa del vento", "Grande vedova" e perfino "Musa del secolo".

Una vita tutta a contatto con gli artisti fin dall'inizio: fu il pittore Carl Moll, secondo marito della madre (che si risposò dopo la prematura scomparsa del papà di Alma), a introdurre la figliastra negli ambienti culturali più di moda nella Vienna d'allora. E così Alma diede sfoggio del proprio carisma influenzando molti tra i più grandi artisti del XX secolo.

Nel 1897 il patrigno divenne vicepresidente della Secessione Viennese, e fu così che Alma (appena diciottenne) poté conoscere il famoso pittore Gustav Klimt divenuto presidente. La giovane rimase immediatamente affascinata dalla personalità del grande artista, e a sua volta ricevette un immediato ricambio di attenzioni da Klimt che aveva un debole per le belle donne.
Alma commise però lo sbaglio di descrivere sul proprio diario un incontro e un bacio con Gustav. Come da copione la madre lesse il diario, scoprì il segreto e troncò i rapporti familiari con il pittore.
In fondo il rapporto madre figlia non è molto cambiato nel tempo.

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Ma Klimt sarà solo il primo di una lunga serie di artisti con cui Alma avrà stretti rapporti.
Nella primavera del 1900, a 20 anni, incontrò il compositore Alexander von Zemlinsky, che era considerato una delle figure più promettenti della scena musicale viennese.
Il 7 novembre 1901 a casa della sua amica Berta Zuckerkandl, Alma incontrò Gustav Mahler che, in qualità di Direttore dell'Opera di Vienna, era in una delle posizioni più potenti nel mondo della musica d'allora. Mahler si innamorò della giovane  Alma, e poche settimane più tardi, il 28 novembre, le fece una proposta di matrimonio.
La famiglia tentò di convincerla a non accettare perchè Mahler, di 19 anni più vecchio di lei, pare fosse colpito da una malattia incurabile. Nonostante ciò i due si sposarono il 9 marzo 1902.


Ma, come spesso capita, il matrimonio non si rivelò una passeggiata, complicato anche da una serie di disgrazie. Dopo otto anni di delusioni, Alma si consolò nella persona di un giovane architetto di nome Walter Gropius, che in seguito sarebbe diventato una figura fondamentale per l'architettura moderna, attraverso il movimento Bauhaus che molti di voi conosceranno.
Durante il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti Mahler si ammalò gravemente e al rientro a Vienna morì, il 18 maggio 1911 intorno a mezzanotte, a soli 51 anni.

Dopo la morte di Mahler, Alma non cercò subito il suo amante Walter Gropius e negli anni 1912-1914 ebbe la sua più tormentata e tumultuosa esperienza sentimentale con il giovane pittore Oskar Kokoschka che, completamente perso a sua volta in questo turbine amoroso, creò proprio in quel periodo alcune fra le sue opere più importanti, su tutte La sposa del vento
Gli eccessi e le gelosie del pittore complicarono tutto, specie dopo aver perso prematuramente un figlio frutto della loro unione; tentò più volte di convincere Alma a sposarlo ma lei non accettò mai. Al termine del loro rapporto Kokoschka si arruolò nel reggimento austriaco, essendo scoppiata nel frattempo la Prima guerra mondiale.

Il feticcio (ricreato) di Alma Mahler
A testimonianza della passione travolgente che i due vissero, si narra di un curioso episodio: quando Alma uscì definitivamente dalla vita dell'artista, il depresso e possessivo Kokoschka, per alimentare il suo inconsolabile ricordo, visse per lungo tempo con una curiosa bambola con le fattezze dell'amata, fatta creare da un artigiano di Monaco di Baviera.
Gli ultimi anni di vita Alma li dedicò alla stesura di un’autobiografia che riuniva gli eccessi di un’esistenza movimentata, i molti amanti e i tanti artisti che l’avevano attorniata e da cui avevano tratto ispirazione. Ma chi ne venne particolarmente ispirato fu senz'altro Oskar Kokoschka che le dedicò 450 disegni e diverse tele. 

Oskar Kokoschka, la sposa del vento
Custode degli spartiti di Mahler e infaticabile donna di cultura anche Alma però ebbe il suo lato oscuro. Le numerose allusioni razziali e certe simpatie verso il nazionalsocialismo divennero un problema al momento della pubblicazione della sua autobiografia, che inevitabilmente venne modificata e ripulita per evitare guai maggiori.
La donna che tanto aveva ispirato gli artisti del XX secolo morirà nel 1964 all’età di 85 anni presso il suo appartamento di New York.

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