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lunedì 10 agosto 2015

Romanticismi, Giuseppe e i suoi fratelli

Peter von Cornelius, Giuseppe che si fa riconoscere dai suoi fratelli, 1816-17
Continua la nostra esplorazione attraverso il Romanticismo e i suoi principali interpreti.
Oggi vi parlo di Peter von Cornelius
Questo artista, che a molti di voi dirà poco, è tra i fondatori di un genere pittorico molto diffuso in Germania nel XIX secolo. L'affresco a soggetto sacro o idealistico.
Ma chi è Peter? Figlio del direttore di una collezione d'arte, studiò all'Accademia di Dusseldorf, per poi trasferirsi nel 1809 a Francoforte sul Meno.
Scelse come proprio modello di pittura l'arte tedesca antica e nel 1811 si recò a Roma per unirsi al gruppo dei nazareni, di cui già vi ho parlato QUI.


E nel 1816 gli arriva un'importante commissione da parte del console generale prussiano, da eseguire a Palazzo Zuccaro a Roma, residenza del console. La commissione prevedeva la realizzazione di due affreschi ispirati alla vita di Giuseppe narrata nell'Antico Testamento. Queste due opere lo resero improvvisamente famoso, tanto che fu poi invitato ad insegnare all'Accademia di Dusseldorf e Monaco. Cornelius accettò entrambi gli incarichi e per un po' insegnò alternatamente nelle due città, finchè non decise di stabilirsi a Monaco, dove nel 1824 assunse la direzione dell'Accademia.

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Gli affreschi romani, di cui qui vi propongo quello con Giuseppe che si fa riconoscere dai suoi fratelli, colpiscono per la loro semplicità. Nello spazio descritto da una loggia, stretto e simile a un palcoscenico, Giuseppe, ormai diventato un personaggio importante alla corte del faraone, si fa riconoscere dai suoi fratelli, gli stessi che un tempo lo avevano venduto a un mercante egizio. Cornelius torna all'affresco quindi e in queste sue parole ci spiega il perchè della sua scelta:
".. ora finalmente, sono giunto a quello che credo essere il mezzo più potente e infallibile nel dare all'arte tedesca quel fondamento da cui potrà muoversi in una direzione nuova, adeguata allo spirito della nazione e alla grandezza dell'epoca presente: e tale mezzo altro non è che l'affresco. L'affresco convoglia in un punto focale tutti i raggi vitali che si irradiano da Dio, e in quel centro si sprigiona un fuoco vivo e benefico, che illumina e scalda il mondo."

L'esplorazione continua ...

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Fonti: Romanticismo, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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