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mercoledì 14 ottobre 2015

Giovanna Albizzi, musa tra Botticelli e Ghirlandaio


Per l'ormai consueta rubrica che ci permette di conoscere le muse che hanno ispirato i più grandi artisti della storia, oggi vi porto di nuovo a Firenze, nel secolo d'oro per l'arte della città toscana, il Quattrocento. Vi parlo di Giovanna Albizzi.
Giovanna era figlia di Maso degli Albizi già rivale dei Medici; il suo matrimonio con Lorenzo, rampollo di Casa Tornabuoni, imparentati molto strettamente ai Medici, segnò un riavvicinamento, seppure indiretto, tra le due famiglie. Le nozze si svolsero il 15 giugno 1486.



Giovanni Tornabuoni, il suocero di Giovanna, era zio di Lorenzo il Magnifico e tesoriere papale, da molti considerato come l'uomo più potente di Firenze dopo Lorenzo stesso. Per le nozze Botticelli decorò ad affresco la loggia di Villa Tornabuoni con scene allegoriche, una delle quali era dedicata alla sposa: Venere e le tre Grazie offrono doni a una giovane.
Giovanna è protagonista anche negli affreschi della cappella Tornabuoni, comparendo ben due volte, una nella Nascita della Vergine e una nella Visitazione. In entrambi gli affreschi appare con il medesimo vestito, un sontuoso abito con damascature dorate, ma con maniche diverse: ora estive, ora invernali.


A lei inoltre Ghirlandaio dedicò alcuni ritratti: uno celebre di profilo, oggi nel Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, (forse eseguito dopo la morte), e uno di tre quarti, oggi nel Tokyo Fuji Art Museum di Hachioji; un terzo, opera di bottega, è al Clark Art Institute di Williamstown, in Massachusetts. Tipica (ma non esclusiva) è la sua acconciatura coi biondi capelli raccolti sulla nuca e riccioli che incorniciano il volto.

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Ebbe un primo figlio, Giovannino, a soli diciannove anni, l'11 ottobre 1487. Alla seconda gravidanza, un anno dopo, morì giovanissima di parto, venendo poi sepolta in Santa Maria Novella il 7 ottobre 1488.
La carnagione chiara, i capelli biondi, i tratti regolari del volto, fecero di Giovanna un vero e proprio esempio di bellezza, come già era successo con Simonetta Vespucci, e che ci dà l'idea di quanto fosse importante per gli artisti dell'epoca avere un esempio, un'icona a cui ispirarsi per produrre la propria arte.
Giovanna entra così a pieno titolo in questa nostra galleria di eterne muse.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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