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sabato 17 ottobre 2015

Il mio piede sinistro


Oggi, per la rubrica mensile tra cinema e arte, vi parlo di Il mio piede sinistro (My Left Foot: The Story of Christy Brown), film del 1989 diretto da Jim Sheridan, tratto dall'omonimo libro che racconta la vita incredibile di Christy Brown, scrittore e pittore irlandese, nato con un handicap fisico quasi totale: l'unica parte del corpo di cui possedeva ogni funzione era il piede sinistro.

Il film ci racconta la storia di Christy Brown, tredicesimo figlio di famiglia operaia e paraplegico, riesce progressivamente a controllare il piede sinistro e a utilizzarlo per diventare poi un apprezzato pittore e scrittore.

Christy è pienamente accettato dai ragazzi del quartiere e nonostante il grave handicap, è coinvolto in scherzi e iniziazioni ai misteri del sesso tipici della gioventù.
Quando Christy esce da questo contesto, in un certo senso protettivo, nascono i veri problemi. Viene sbalzato in un ambiente molto diverso, nel quale fatica a riconoscersi e inserirsi, anche perché tutti lo considerano come un fenomeno da guardare con un atteggiamento tra la meraviglia e la compassione.

Christy esprime tutta la nevrosi e l'intrattabilità di chi si trova a subire una tremenda menomazione fisica. A differenza di tanti altri artisti rappresentati al cinema, lui non risulta simpatico.
Il naturale bisogno di amare ed essere amato non è sufficientemente colmato dal suo talento artistico. E' alla ricerca di un equilibrio affettivo e una maturazione umana che riuscirà a trovare solo in una donna.
Christy diventerà una persona rispettata da tutti e riuscirà a convolare a nozze con la sua infermiera, anche grazie al sostegno dalla famiglia e soprattutto della madre.


Il film è commovente e drammatico, oltre ad essere la prima pellicola di Jim Sheridan, e ci mostra comunque la possibilità di riscatto da parte dei diversamente-abili, raccontandoci una storia vera e toccante. Riesce anche a non soffrire di eccessivi pietismi e scorre veloce, senza andare troppo sul sentimentalismo, grazie ad una eccellente sceneggiatura.

Day Lewis è splendido nella sua difficile parte, riesce a mostrare la frustrazione e la voglia di essere trattato come una persona normale del vero Christy Brown con uno studio perfetto del personaggio interpretato. Oscar meritatissimo.
Ma è tutto il cast a funzionare: la madre Brenda Fricker è immensa nell'impersonare la forte figura della madre, e devo dire che non sfigura per niente in confronto a Day Lewis. Oscar meritato anche per lei!


Perché vedere il film: 

  • Per la grande interpretazione di Daniel Day-Lewis, che si immedesima con grande efficacia nel personaggio di Christy; 
  • Per la capacità dell'allora esordiente Sheridan di mantenere un equilibrio tra misurato pietismo, spesso incombente quando si affrontano tematiche di questo tipo, e un tono da commedia, che evita la simpatia forzata del portatore di handicap e guarigioni miracolose.
Un film che ci racconta un profondo dramma umano con rispetto e dignità, riuscendo ad essere piacevole.
Molto probabilmente non si tratta di un capolavoro, ma ve lo consiglio.
Per tutte le info: www.imdb.com

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