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lunedì 5 ottobre 2015

Romanticismi - Il ponte del diavolo

Karl Blechen, il ponte del diavolo
Continua il viaggio attraverso il →Romanticismo con l'opera di Karl Blechen, pittore tedesco nato a Cottbus, figlio di Adrian Blechen e Mutter Johanna Christiana, appassionati di cultura e di arte.
Lavorò inizialmente come impiegato in una banca berlinese. Nel 1822 però si iscrisse all'Accademia di Berlino e la sua vita cambiò decisamente.

Tutto il suo percorso artistico si svolse tra il romanticismo e il realismo. A Dresda incontrò →David Friedrich e Johan Christian Clausen Dahl, che sicuramente influenzarono il suo percorso artistico.
Decisivo fu anche il viaggio fatto in Italia negli anni 1828/29. I moltissimi dipinti a olio eseguiti durante quel soggiorno lo caratterizzano come un autentico pittore en plei air, vicino per sensibilità a →Turner e al francese →Camille Corot, che furono in Italia nello stesso periodo e che probabilmente Blechen ebbe modo di conoscere e studiare.

Il ponte del diavolo

Nel periodo in cui Blechen tornò dall'Italia in Germania, il cosiddetto "Ponte del diavolo" sul passo del San Gottardo era in costruzione e lo ritroviamo proprio nel dipinto che vi propongo. La scelta del soggetto corrisponde perfettamente al tema romantico del sublime, all'immagine di una natura selvaggia, spaventosamente isolata e distante da ogni civiltà.
Il dipinto fu preceduto da tre studi preparatori di cui uno di essi a matita, si limita a delineare la veduta con tratti fugaci, mentre gli altri due a olio, presentano già la prospettiva definitiva.

I lavoratori che compaiono sul limitare del sentiero, la presenza dei materiali da costruzione e l'armatura del nuovo ponte, più alto e imponente del primo, sembrano celebrare la marcia ufficiale della tecnica anche nei luoghi più impervi. Ma l'osservatore dubita del fatto che il quadro esprima ottimismo per il progresso: il ponte appare troppo esposto al sovrastante paesaggio alpino, troppo fragile per contrastare le forze della natura.


Il quadro di Blechen ci parla quindi della grandezza maestosa e senza tempo della natura e del progresso dell'ingegneria; allo stesso tempo il paesaggio, soggetto tipicamente romantico, viene reso autonomo da qualsiasi altro tema.

Negli anni successivi al viaggio in Italia la sua componente romantica acquisì nella propria opera un ruolo sempre maggiore: le atmosfere dei paesaggi si fecero più cupe, mentre la figura umana divenne spettatrice o vittima di eventi catastrofici.

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Nel 1831 fu nominato docente presso l'Accademia di Berlino, tuttavia la sua speranza di veder riconosciuta ufficialmente la propria grandezza di artista rimase delusa: il suo fare artistico era troppo distante dalle consuetudini della pittura tedesca dell'epoca. A partire dal 1835 la sua depressione andò peggiorando finchè, dal 1839, perse definitivamente la lucidità mentale, per morire l'anno successivo a soli 42 anni.

Insieme a →Rottman, Karl Blechen deve essere considerato come uno dei grandi coloristi della pittura tedesca del XIX secolo; il suo maggior interesse fu verso i fenomeni ottici, gli effetti di luce e di colore, che nei suoi quadri sembrano quasi anticipare le ricerche impressioniste.

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Fonti: Romanticismo, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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