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mercoledì 11 novembre 2015

L'Ottocento, secolo di cambiamenti, anche per il nudo!

Edouard Manet, Olympia, 1863
Nel XIX secolo tutto cambia: la generazione di artisti successiva a quella di David e Canova cambia la ragione dello sguardo, perchè in poco tempo a cambiare è l'anima stessa del pubblico.
Il museo, il teatro e il libro, vedono allargare il proprio orizzonte di fruizione a un mondo, quello borghese, in cui la degustazione della cultura avviene in maniera diversa e a volte contraddittoria. 
All'opera il pubblico chiede una gratificazione immediata, chiede puro spettacolo, chiede di potersi identificare con essa.

Dal punto di vista della storia del nudo tutto ciò ha delle conseguenze importanti. Da un lato si fa strada il rifiuto del nudo antico come modello alto, considerato poco attuale. Dall'altro si prende a pensare alla nudità in tutte le sue sfaccettature: come espressione di concreta bellezza fisica, laica, in una scala di gradazioni del desiderio e del gusto che va dal godimento estetico, all'erotismo, al pornografico.


L'Ottocento arriva a configurare la categoria d'un nudo artistico lecito a prescindere, in quanto garantito dalla sua stessa appartenenza all'artistico.
A questo si aggiungono due fattori a complicare le cose:

  1. Il primo è l'esotismo nutrito di colonialismo che s'insedia nel secolo, tempo in cui la schiavitù è largamente diffusa e accettata. Il mito dell'Oriente si traduce nell'immaginario europeo in sensuali visioni di harem, si salda con le esplorazioni africane e con la concezione della donna di colore come di un essere selvaggio che ha più a che fare con l'animale che con l'essere umano.
  1. Inoltre sin dalla fine del Settecento prendono a manifestarsi con forza le rivendicazioni dei diritti della donna in tema di dignità e identità.


Dominique Ingres, grande bagnante, 1808
In questo contesto è fondamentale parlare di Jean-Auguste-Dominique Ingres che nel giro di pochi anni tra il 1806 e il 1814 realizza Grande bagnante, Edipo e la Sfinge e la Grande odalisca. Il tema in particolare dell'odalisca è indicativo del nuovo gusto estetico.
Una lunga vita porterà Ingres a essere considerato il nuovo classico possibile, capace di operare sul bello naturale senza filtri mitologici portandolo alle perfezioni dell'antico. Creerà negli anni l'Interno di harem (1828), l'Odalisca con schiava (1842), il Bagno turco (1862), tutti percorsi dallo stesso intento.

Il tema orientalista, fondato sull'esotico non meno che sull'erotico, dilaga nei decenni dell'Ottocento fino a farsi moda internazionale spesso stucchevole, e in alcuni casi costruzione ambigua tra nudo artistico ed esibizione di nudità sensuale. Un censimento, pensate, ha calcolato che nel secolo milletrecento pittori in Europa hanno trattato soggetti orientali.

Theodore Gericault, la zattera della Medusa, 1818-19
In tutt'altro modo interpreta il tema Gericault quando affronta nel 1818-19 la Zattera della Medusa. Il fatto è cronaca d'un tragico naufragio. Nella grande tela c'è il dramma dei corpi come in un giudizio finale, reso con pose scomposte, sottratte dall'artificio dell'accademia e restituite alla verità dolorosa e diretta che Gericault ritrova disegnando tra ospedali e obitori.

Ugualmente diretto e naturale è Delacroix, la cui Morte di Sardanapalo, partendo da uno spunto letterario orientalista, crea un dramma fatto di corpi contorti lungamente studiati dal vivo. La verità è per Delacroix il primo interesse, tanto da portarlo a un lavoro feroce sul modello, da cui nasce la serie vivida e indifferente dei nudi sul divano. Subito infatti si interesserà di fotografia, lavorando fianco a fianco con Eugene Durieu. Durieu e Jules-Claude Ziegler sono tra i primi autori di pose maschili e femminili nude fotografate, alle quali il pittore attinge.

Tutto questo mentre altri grandi artisti, da Francesco Hayez a William Etty, creano nudi in cui il vero di natura è ancora legato alla tradizione classica pur basandosi su di un sapiente lavoro sulla visione diretta.

Gustave Courbet, l'origine du monde, 1886
Anche Gustave Courbet è interessato alla fotografia e alla sua diretta realtà. Ed è ugualmente interessato al nudo realizzando opere considerate indecenti dalla giuria del Salon parigino. Caso emblematico è sicuramente la sua Origine du monde, declinazione del nudo femminile da un punto di vista antiidealistico e riferibile a un corpo vero in una situazione reale: il rilassamento dopo il sesso.
La destinazione dell'opera è privata e non prevede l'esposizione e Courbet ricorre ancora una volta a una fotografia di Auguste Belloc.

Gli ambienti d'Accademia rispondono con un nudo considerato decoroso perchè inserito in scene mitologiche-storiche sempre filtrate dal classico. E così ritroviamo artisti come l'intellettuale Edward Burne-Jones, lo stucchevole Jean-Leone Gerome, Hippolyte Flandrin e William-Adolphe Bouguereau che rappresentano i canali culturali ufficiali e comunemente accettati dai Salon.

Edouard Manet, dejeuner sur l'herbe, 1863
Tra i non ammessi alla selezione ufficiale accademica troviamo nel 1863, Dejeuner sur l'herbe di Edouard Manet. Moderno più di quanto lo stesso artista creda, Manet concepisce un'opera che non deve essere ammirata ma discussa, che interroga e non risponde e che si pone come ragionamento provocatorio nei confronti delle autorità accademiche e a ciò che credono debba essere arte.
Qui il nudo della donna tra persone abbigliate, in una situazione ordinaria e contingente, viola le convenzioni.

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Olympia, presentata due anni dopo, è la conferma della provocazione intellettuale che Manet va attuando. Egli crea una situazione visiva in cui la protagonista è chiaramente una prostituta che guarda orgogliosa e invitante lo spettatore. Esibisce la propria nudità come condizione normale. Olympia ci dice che non c'è solo il nudo ideale (dell'art pompier), ma esistono molti altri modi di pensarlo e attuarlo. Ne scaturisce un dibattito e una serie di legittime domande:

Perchè il nudo lecito nelle fotografie di documentazione scientifica, in altri ambiti è considerato scandaloso?
Perchè una prostituta senza vestiti certe volte è una prostituta e altre volte una dea?
Perchè una bagnante va bene, ma una donna nell'intimità della sua tinozza no? ecc ecc...

Gaudenzio Marconi, studio di nudo, 1870
Proibite saranno le immagini fotografiche di nudo maschile di Durieu e quelle di Gaudenzio Marconi, nate come complementi del lavoro di studio degli artisti, e le sequenze con cui Eadweard Muybridge esplora le questioni dell'anatomia del movimento. 

Degas prosegue sulla scia di Manet nel percorso di attualizzazione del nudo, sottraendolo all'Accademia e facendone un mezzo per fissare istantanee di vita intima. Le donne ritratte sono spesso prostitute.
Pierre-Auguste Renoir assume il nudo come genere autonomo che prescinde da ogni altra considerazione e diventa puro ragionamento formale e stilistico. Tutto ciò avviene con le Grandi bagnati.
Ugualmente Paul Cezanne dalle Bagnanti muove per le sue elaborazioni formali, creando immagini che non sono più somiglianza, ma un modo di pensare la realtà e di metterla in arte.
Rodin cerca di restituire alla scultura la sua dignità monumentale antica, e per lui il nudo è michelangiolesca presa di possesso dello spazio e della luce da parte del corpo.

Scopri di più ...

L'arte e il nudo hanno preso strade diverse e a volte contraddittorie che ci porteranno al XX secolo.
La categoria stessa di nudo viene messa in gioco.

C.C.

Fonti: Storia generale del nudo, Flaminio Gualdoni, Skira, Milano, 2012

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