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lunedì 30 novembre 2015

Romanticismi - Agostina

Camille Corot, Agostina, 1866
Si conclude oggi l'esplorazione che ci ha portato a scoprire i più grandi interpreti del romanticismo e lo fa con grande stile, parlandovi di Camille Corot. Questo artista parigino fu sempre convinto che un uomo potesse diventare artista solo "dopo aver scoperto dentro di sè una forte passione per la natura", e per questa ragione scelse di disegnare e dipingere per lo più en plein air.

Corot studiò pittura sotto la guida di Michallon e poi del maestro di lui, il pittore classicista Victor Bertin, concentrandosi in particolar modo sulla copia di opere di Vernet e dei maestri olandesi del XVII secolo.
Oltre che nella famosa foresta di Fontainbleau, lavorò a Dieppe, Le Havre, Rouen, e Ville d'Avray, dove la sua famiglia possedeva una casa. Chiaramente viaggiò in Italia e durante un primo soggiorno romano, dal 1825 al 1828, realizzò una serie di dipinti a olio con soggetti naturali, vedute di monumenti d'epoca romana e paesaggi della campagna laziale che si distinguono per la freschezza con cui l'artista riusciva a catturare le varie condizioni di luce nelle diverse ore del giorno.
Dopo il suo ritorno dall'Italia viaggiò a lungo in Francia in cerca di nuovi soggetti. Fu di nuovo in Italia , quindi visitò l'Olanda  e l'Inghilterra. Il suo stile trasse beneficio dal contatto con gli esponenti della Scuola di Barbizon, come Theodore Rousseau, Jean François Millet, Constant Troyon e Jules Dupre, che verso la fine degli anni '40 si raccolsero attorno a lui e diedero vita a un circolo di artisti.


Agostina

Il dipinto che vi propongo è più tardo e risale al 1866, rappresenta una giovane italiana appoggiata a una balaustra, statuaria nella sua classica plasticità che si erge su uno sfondo lievemente sfumato costituito da un pendio roccioso e da alcune case di contadini. Su lato destro si vede il tronco di un albero, ma la maggior parte dello spazio è occupato dal cielo chiaro, attraversato dalle nuvole leggere e dorate. Sul dipinto c'è un'atmosfera solenne, trasmessa dallo sguardo della donna, velato di malinconia. L'abito tradizionale, la collana di perle e sopratutto l'acconciatura sontuosa dei capelli neri evocano un senso di classica dignità. 
In questa figura femminile si incarna la terra d'Italia: quella magica fusione tra atmosfera soggettiva e classica grandezza che tanto piacque allo spirito romantico.

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Corot si orientò presto verso un'osservazione naturalistica filtrata dagli stati dell'anima, attraverso il largo uso della sfumatura e di colori opachi, spesso percorsi da riflessi argentei. Questo nuovo linguaggio fece di Corot uno dei principali ispiratori della pittura impressionista; non è un caso che gli esponenti della nuova corrente vollero il pittore alla loro prima esposizione.

Fonti: Romanticismo, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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