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lunedì 23 novembre 2015

Romanticismi - il bagno turco

Jean-Auguste-Dominique Ingres
Oggi abbiamo un grande artista ad aggiungere un altro tassello alla storia del romanticismo: Jean-Auguste-Dominique Ingres! Tutti voi sicuramente lo conoscerete. Fu avviato al disegno dal padre, scultore e stuccatore, che nel 1791 lo iscrisse all'Accademia di Tolosa. Nel 1797 fu ammesso all'ambito atelier parigino di David, quindi dal 1799 frequentò l'Ecole des Beaux-Arts di Parigi. Un curriculum di tutto rispetto che culminò nel 1801 quando vinse il prestigioso Gran Premio di Roma con il dipinto Achille riceve gli inviati di Agamennone.

Nel 1806 partecipò al Salon esponendo un ritratto. Tuttavia furono proprio i suoi straordinari ritratti ad attirare su di sè i primi strali della critica. Nel 1806 partì finalmente per Roma, dove rimase fino al 1819 facendosi un nome come ritrattista dell'alta società francese. Lo studio degli antichi e sopratutto dell'opera di Raffaello, Holbein, Tiziano e Masaccio lo allontanò progressivamente dall'influenza del suo ingombrante maestro, David. Nel 1824 tornò a Parigi dove insegnò e nel 1825 ottenne la Legion d'onore e fu eletto membro ordinario dell'Accademia. La sua opera ritrattistica, grafica e pittorica, manifesta grande libertà e un'insuperata e vivace capacità di cogliere il carattere della persona rappresentata.

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Diresse Villa Medici a Roma dal 1835 al 1844. Nel 1841 si ristabilì definitivamente in Francia, dove ricevette onori e riconoscimenti. Nella sua funzione di presidente della Ecole des Beaux-Arts (a partire dal 1850) esercitò una grande influenza sulla pittura contemporanea. Trionfò persino all'esposizione mondiale di Parigi del 1855, presentando 48 opere proprie.


Con questo quadro di forma circolare, l'ormai ottantaduenne Ingres torna al soggetto delle bagnanti e delle odalische, a lungo coltivato nella giovinezza; in particolare l'artista rielabora un proprio dipinto del 1859. Il soggetto è ispirato alle descrizioni d'oriente, alle lettere di Lady Montagu sul bagno turco femminile e la descrizione dell'harem di Maometto, luoghi popolati da donne bellissime dalla pelle bianchissima e dalle forme piene e sensuali. Lady Montagu notava con stupore che, nonostante l'erotismo dei corpi, le dame nude dell'harem non esprimevano alcuna lascivia,e ogni loro gesto era piuttosto ispirato da un'ingenua innocenza.

Nel quadro, che anche per la scelta del formato ricorda i capolavori di Michelangelo o Raffaello, Ingres mira a rappresentare un puro ideale di grazia tramite la bellezza dei corpi, pieni e allo stesso tempo delicatamente morbidi. Per la stilizzazione delle figure per l'esotismo dei corpi e per la "grazia romantica" che pervade la composizione, è inevitabile la relazione con il genere della fotografia a sfondo erotico del tempo.

I 4.000 tra schizzi e disegni lasciati in eredità alla città natale di Montauban qualificano Ingres come il più significativo disegnatore del XIX secolo.

Fonti: Romanticismo, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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