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venerdì 29 gennaio 2016

Felicien Rops e la religiosità blasfema

Felicien Rops, Pornocrates
Questo nostro viaggio nel →Simbolismo ci porta a scoprire tanti artisti ai più sconosciuti e Felicien Rops è uno di questi.
Rops nacque a Namur, capitale della Vallonia, nel 1833. Sostanzialmente autodidatta, l’opera di Rops trae linfa in parte dall’esperienza realista di Daumier e Paul Gavarni, mentre dall’altra si collega agli esiti della generazione simbolista in particolare dell’ambiente letterario belga. 

Dopo un periodo di formazione all’Accademia di Namur e a quella di San Luca a Bruxelles dove incontrò Artan, Dubois e Ch. De Groux, iniziò a collaborare ad alcune riviste di stampo satirico: prima con il foglio studentesco Le crocodile (1853-56) e poi attivamente al settimanale Uylenspiegel (1856-57), rivelando notevoli qualità di caricaturista nelle sue maschere metamorfìche della realtà come aveva già fatto Daumier. Stabilitosi a Parigi dal 1876, Rops diede
seguito a queste prime esperienze grafiche approfondendo negli anni seguenti le sue conoscenze tecniche nel campo dell’incisione, frequentando inoltre l’Académie Julian nell’intento di migliorare le sue capacità di resa nel disegno. 

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Ai toni dell’ispirazione romantica dei suoi dipinti, in cui la visione trae spunto da modelli letterari ripercorrendo l’esperienza preraffaellita inglese, corrisponde un più sicuro impegno e carica espressiva nella sua attività di litografo e incisore.
Apprezzato nell’ambiente letterario (J. K. Huysmans lo definì un "Memling in senso opposto" che "ha penetrato il satanismo e lo ha riassunto in mirabili stampe"), Rops nella sua notevole, per volume di attività e qualità, opera grafica, s’inserisce in parte nel clima simbolizzante come dimostrano i temi da lui affrontati con spirito di beffarda profanazione.

Felicien  Rops, le tentazioni di S. Antonio
Gli spunti romantici e la visione sublime dei parnassiani sono con Rops trasposti in un’operazione che volge al grottesco. All’insistente presenza del tema femminile in chiave erotica e oscena, che richiama la visione della donna di Baudelaire quale seducente e sensuale potenza irrazionale, l'artista aggiunse quella critica del costume parigino toccando temi che saranno poi tipici di Lautrec. In un certo senso Rops precorse le tematiche del simbolismo letterario come notarono i Goncourt nel 1868: "Rops è davvero eloquente nel descrivere l’aspetto crudele della donna", ma gran parte della sua opera grafica, poi fondamentale per il più giovane Ensor, non può separarsi dai circoli di cultura simbolista, dal gruppo Les Vingts (i venti) all’amicizia con sâr Péladan, risentendo anche dell’atmosfera ristretta del suo pubblico. 

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Inoltre Rops si accostò alla passata generazione realista nei suoi soggetti di satira sociale e politica (mostri e maschere scheletriche, figure metaforiche della volgarità quotidiana dell’epoca). Il suo continuativo impegno grafico lo portò nel 1871 a fondare la Société Internationale des aquafortistes (va ricordato poi che Rops nel 1895 illustrò le Poesie di Mallarmé); in pittura produsse ottimi paesaggi che nella produzione degli ultimi anni risentirono delle ricerche impressioniste.
Morì a  Essonnes il 23 agosto del 1898. Nella sua città natale, Namur venne creato un museo dedicato interamente all’artista.

Vi lascio con le parole che lo stesso Rops rivolse, parlando di sé, al fotografo Nadar:devi sapere che io sono un essere niente affatto singolare, e molto scarsamente comprensibile perfino a me stesso.

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Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l'etichetta #simbolismoesimbolisti

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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