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sabato 20 febbraio 2016

Die Brücke, un ponte tra l'artista e il mondo esterno

Emil Nolde, natura morta con maschere
Il movimento Die Brücke, in italiano Il ponte, nacque nel 1905 dal lavoro di quattro studenti di architettura, arrivati alla pittura come autodidatti, nella Technische Hochschule di Dresda.
Alla pittura si dedicarono poi solo tre di essi: Ernest Ludwig Kirchner (1880-1938), Erich Heckel (1883-1970) e Karl Schmidt-Rottluff (1884-1976). Al nucleo originario si unirono presto Emil Nolde (1867-1956), Max Pechstein (1881-1955), Otto Mueller (1874-1930) e altri personaggi minori. Vennero poi invitati amici e collezionisti a svolgere perlopiù il ruolo di membri "passivi" del gruppo, non svolgendo attività di creazione artistica.

Nella Germania guglielmina, a cavallo tra Otto e Novecento,  l’idealismo postromantico di artisti come Marées e Böcklin toccò questa giovane generazione. Ma anche le lezioni straniere diedero il loro contributo alle basi del Die Brücke: Munch espose a Berlino nel 1892 con grande clamore; all’inizio del secolo, Gauguin, Cézanne, Lautrec, Van Gogh vennero esposti a Berlino (1903), a Monaco (1904) e a Dresda (1905). Gauguin acuì il tema della nostalgia del paradiso perduto, dell’unione tra uomo e natura in un universo liberato da ogni ipocrisia e dalla nozione di peccato.

Prima dei pittori di Die Brücke, Paula Modersohn-Becker, che fece parte del gruppo simbolista di Worpswede, si ispirò a Gauguin per tradurre un’espressività ancora contenuta e meditativa. Ma furono proprio Kirchner, Heckel, Schmidt-Rottluff e Pechstein che trassero da tutti questi suggerimenti sollecitazioni forti che si tradussero in una pittura di grande sintesi espressiva.

Die Brücke si qualificò quindi per il lavoro strettamente comunitario, l'importanza e la qualità delle realizzazioni grafiche (soprattutto incisione su legno), il colore ripartito in zone piatte, e un erotismo deliberato. Per alcuni anni Die Brücke riuscì a conciliare le due tendenze conflittuali che avevano già contrapposto Gauguin e Van Gogh: la solitudine nella natura e gli intimi scambi a livello di gruppo.

Ernst Ludwig Kirchner,
Pannelllo pubblicitario per una mostra della Brücke
alla Galleria Arnold di Dresda nel 1910
Die Brücke fu un movimento isolato a Dresda e per questo motivo sulla scia di Pechstein, gli artisti si stabilirono a Berlino, in cui speravano di trovare un ambiente più aperto. Esposero presso Herwarth Walden, nella galleria Der Sturm, che doveva ben presto imporre universalmente il termine "espressionismo". Esso venne riferito nel 1911 a una scelta di tele di fauves francesi presentate alla Secessione berlinese. La rapidità degli scambi e delle trasformazioni, oltre al ruolo svolto da Walden, contribuirono non poco a rendere la nozione di espressionismo assai complessa.

Die Brücke rappresentò il cuore originario dell’espressionismo tedesco. Il nome, pensato da Kirchner e Schmidt-Rottluff, voleva mettere in evidenza gli obiettivi del gruppo: cioè la volontà di staccarsi da una tradizione figurativa statica e opprimente, creando un "ponte" fra l'emotività dell’artista e la realtà che lo circondava. Un ponte quindi tra l’artista e il mondo esterno che in quegli anni stava cambiando ed evolvendo in tutti i campi.

Il programma del gruppo espressionista "Die Brücke"
xilografia realizzata da Ernst Ludwig Kirchner
Gli artisti del Die Brücke si discostavano dai Fauves francesi, perché credevano ancora nell'importanza del soggetto rappresentato nel dipinto. I temi principali affrontati da questi pittori furono: la vita nella metropoli, l’erotismo, la violenza militare (Kirchner), l'emozione e la fede religiosa (Nolde), l’angoscia psicologica causata dal disagio sociale. 
La xilografia diventò una delle tecniche predilette perché particolarmente adatta nella resa dei forti contrasti cromatici e dei tratti deformati tipici di questo gruppo. Una scelta che prese spunto dal passato, dall’estetica cruda e audace delle incisioni su legno realizzate verso la fine del Quattrocento. Le xilografie create da Kirchner furono le più efficaci, forse perché l'artista aveva da subito compreso le qualità e le possibilità di questa tecnica: la medesima grafica poteva essere prodotta in molti esemplari, raggiungendo un pubblico molto più ampio a differenza di un quadro a olio.

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Per divulgare le idee del gruppo ed entrare in stretto contatto con il grande pubblico, vennero creati dei giornali e delle riviste. Tra i più famosi ricordo: Der Sturm (1909), Die Action (1911) e Relovution (1913) che avranno il compito di far conoscere gli artisti a livello nazionale. Der Sturm venne fondata nel 1909 da Herwarth Walden e presto divenne la più famosa: vi lavorarono, tra gli altri, l’architetto Adolf Loos e il pittore e drammaturgo Oskar Kokoschka.
Nel 1913 l'avventura del gruppo terminò a causa delle divergenze artistiche nate tra i componenti soprattutto dopo il trasferimento di Kirchner a Berlino nel 1911.
I singoli artisti erano ormai indipendenti e i vincoli dell'attività del gruppo non erano più sopportabili perché visti come ostacoli alle espressività maturate individualmente.

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Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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