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mercoledì 23 marzo 2016

Gala, la musa inquietante

Gala e Salvador Dalì
Questa storia comincia nel luglio del 1929 a Cadaqués in Spagna. Nel piccolo paesino di mare giunsero in quell'anno un gruppo di artisti del movimento surrealista per trascorrere un periodo di vacanza: Rene Magritte con la moglie, Luis Bunuel, Paul Éluard e sua moglie Gala.
A invitarli lì fu Salvador Dalì che all'epoca era un artista semi-sconosciuto che viveva con il padre e la sorella. A Cadaqués nell'estate del 1929 avvenne così il primo incontro tra Gala e Salvador e forse fu proprio in quel momento che lei scelse l'artista e l'amante che l'avrebbe resa musa immortale.

Ma chi è Gala, la donna che molti definiscono la musa inquietante?
Il suo nome di battesimo è Elena Dmitrievna D’jakonova, figlia di un avvocato, nacque a Kazan' una città sulle rive del Volga nella Russia centrale, il 7 settembre 1894. Questa almeno è la data ufficiale, diversa da quella sui suoi documenti e dichiarata da lei stessa in molte occasioni, questo perché Gala mentì sempre sulla sua età e fece sempre di tutto per sembrare più giovane.
La Gala di allora, quella che crebbe a Mosca, era una ragazza desiderosa di fare la scrittrice e che sognava un futuro pieno di successo e gratificazioni, ma fin da subito conobbe bene i suoi limiti.

Max Ernst, Reindez-vous des amis
Gala si sentì infatti sempre incapace di trovare le parole e i colori per esprimersi, per dare forma alle belle idee che le turbinavano nella mente. E così decise che sarebbe stato un artista a concretizzare per lei il suo sogno di gloria, a mettere in pratica ciò che per lei era chiaro, convinta di quel che voleva fin da giovane e pronta a fare di tutto per ottenerlo.
Il suo destino le apparve ancora più chiaro nel 1917 quando in Svizzera, nel sanatorio in cui andò per curare la tubercolosi, incontrò il giovane poeta Paul Éluard. Paul e Gala si innamorarono subito: lei giovane e determinata, non bellissima, ma carismatica, seppe catturare il giovane poeta. Fu lui a darle quel nome, "Gala", ispirandosi al mito di Galatea e Pigmaglione, lo scultore che si innamorò della propria a cui Afrodite diede vita.


Quella tra Paul e Gala fu una storia molto simile a quella tra Pigmaglione e Galatea, ma al contrario: perché Gala era una donna in carne e ossa, ma sembrava voler a tutti i costi diventare un opera d'arte, come una statua. Fu proprio con Paul Éluard che Gala iniziò a recitare il suo ruolo di musa ispiratrice, con lui si trasferì a Parigi, la città che le avrebbe potuto cambiare la vita. Si sposarono nel 1918 e il poeta la introdusse negli ambienti artistici parigini, dove frequentò personaggi del calibro di Andre Breton, Tristan Tzara, Louis Aragon e Max Ernst. In breve tempo diventò un punto di riferimento per molti di loro, partecipò alle riunioni dei surrealisti e il suo giudizio sulle loro opere venne sempre tenuto in gran considerazione.

L'importanza che questa donna assunse nell'ambiente surrealista è confermata dal dipinto di Max Ernst, Reindez-vous des amis, dove vennero ritratti tutti i componenti del movimento, inclusa Gala, unica donna presente nell'opera. Ma lei non fu soltanto una donna che seppe suscitare grande ammirazione, per la sua intelligenza e per le sue capacità critiche, Gala generò anche grandi conflitti e tensioni, soprattutto per il suo comportamento molto disinibito in campo sessuale. Come accadde quando, subito dopo aver conosciuto Max Ernst, nel 1920, lo sedusse e lo convinse a intrattenere una relazione a tre con lei e il marito Paul. Alcuni componenti del movimento surrealista a quel punto la considerarono solo un'astuta manipolatrice, una donna interessata al denaro e al successo che seduceva gli uomini per controllarli. Ma a lei importò poco questo giudizio perché il suo unico scopo era trasformare la propria vita in un'opera d'arte.

Gala e Salvador Dalì
Nell'ambiente surrealista sembrò quindi aver trovato tutto quello che cercava, legata ad un poeta di successo e considerata da molti un'importante musa ispiratrice. Presto però capì che Paul Eluard non era l'uomo giusto, quello che le avrebbe permesso di diventare immortale e lo capì proprio nell'estate del 1929 quando incontrò Salvador Dalì. All'epoca l'artista era a malapena conosciuto, grazie a un film realizzato insieme a Luis Bunuel, Un chien andalou che aveva suscitato forti reazioni nel pubblico parigino. All'inizio Gala non ne rimase molto colpita, tutt'altro, era quasi infastidita da quello stravagante artista che vestiva come un toreador. Lui però la coprì d'attenzioni, facendo di tutto per farsi notare, perché comprese fin da subito che era lei la sua musa, la donna che lo avrebbe aiutato a diventare un grande artista. Passò poco tempo e anche la donna si rese conto che Dalì era l'uomo giusto per lei: molto fragile e insicuro, ma ricco di talento, cera fusa nelle sue mani di abile plasmatrice.

Così quando il marito tornò a Parigi, lei rimase a Cadaqués con Dalì e per 53 anni non lo lasciò più. Gli anni che seguirono furono avventurosi e intensi, anni nei quali Dalì si affermò in tutto il mondo come il principale esponente del surrealismo, sempre seguito e guidato da Gala.
Lui la adorò in maniera completa, immortalandola in molte sue opere: la ritroveremo spesso, nei panni, di una Madonna, o di un nudo di spalle o ancora su un piedistallo, in pose sensuali, nuda, concretizzandosi come la musa superiore, l'incarnazione della libido del pittore.
Nel 1932 la donna divorziò da Paul Éluard e sposò Dalì: il primo periodo per i due fu molto difficile, spesso a corto di soldi, ma comunque sempre capaci di vivere alla grande. Gala si diede molto da fare, promuovendo il marito, chiedendo anticipi e prestiti ad amici, acquirenti e sostenitori. Arrivarono purtroppo però anche problemi di salute per lei che dovette operarsi due volte per due tumori, uno nei polmoni e uno nell'utero: quest'ultima operazione la segnò in maniera particolare sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Gala e Salvador Dalì
Ma nonostante tutto Gala non si fermò mai, lavorò incessantemente per far si che la fama sua e quella di Dalì raggiungesse a Parigi una grande solidità: ormai il surrealismo si divideva in due epoche, il prima e il dopo la venuta di Salvador.
L'artista catalano non comprese mai la forza straordinaria delle sue opere, se non attraverso la moglie la quale gli fece sempre capire che la sua arte sarebbe rimasta nella storia, immortale. Infatti dietro al genio artistico di Dalì, si nascondeva un uomo turbolento, insicuro e disorganizzato, ed era Gala che agiva come il suo agente, il tramite tra il genio ed il mondo reale. E così dal 1934 l'artista iniziò a firmare le opere con il nome di entrambi, conscio dell'importanza del contributo della moglie.

Negli anni '50, dopo tanto tempo, entrambi sembrarono quindi aver realizzato i propri sogni, finalmente: lui pittore di successo, lei musa immortale. Con l'arrivo del successo, cominciarono a condurre una vita intensa, piena di feste e apparizioni in pubblico, ma con esso arrivarono anche i problemi tra i due. Dalì si amava circondare di modelli e modelle bellissimi che usava nelle sue opere e Gala sceglieva tra di loro i suoi amanti, sempre molto più giovani di lei.
Tra i due le cose però cominciarono ad andare male, la musa cominciò a comportarsi come una strega, affamata di soldi e di ragazzi, a cui faceva regali sempre più costosi, e sempre a spese del marito. Nel 1969 Dalì le regalò il castello di Púbol dove lei si trasferì per lunghi periodi, ricevendo i suoi amanti e pure il marito, ma quest'ultimo solo su invito scritto.

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Gala stava diventando un opera d'arte, ma il tempo cominciava ad avere la meglio su di lei, nonostante la sua battaglia costante per mantenerlo sotto controllo, sottoponendosi a continui interventi di chirurgia plastica, che le conferirono con il passare degli anni un aspetto grottesco. Cominciò a soffrire di demenza senile, che la portò più volte a scontri e liti con il marito a cui arrivò a somministrare una dose eccessiva di tranquillanti che gli provocarono un notevole danno fisico al sistema nervoso, tanto che il pittore per molto tempo non poté più usare la mano destra.
Poi il 24 febbraio 1982, Gala cadde, si scheggiò un femore e si lacerò la pelle in più punti: come sia successo non si sa: un incidente? o forse la conseguenza dell'ennesima lite? Una cosa è certa, pochi mesi dopo la musa inquietante morì, era il 10 giugno 1982. Venne sepolta, dopo aver subito un trattamento di imbalsamazione, nel castello di Púbol, nei pressi di Girona, in Catalogna, castello che lo stesso Salvador Dalí aveva comprato per lei.
L'artista le sopravvisse fino al 1989 quando si spense il 23 gennaio 1989, divorato dalla depressione.

Musa, madre, moglie e strega, sono i mille volti di Gala Elouard Dalì, la quale ebbe un’influenza importantissima nella vita e nell’opera del pittore catalano, oltre a essere ispiratrice del Surrealismo, Per Dalí fu soprattutto maestra dell’arte amatoria, fulcro del suo desiderio sessuale, ma allo stesso tempo anche madre e agente artistico spietato.
Gala seppe quindi incarnare molti ruoli, ma principalmente riuscì a realizzare i propri scopi: diventare una grande musa di successo, piena di soldi e soprattutto raggiungere l'immortalità attraverso l'arte.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

1 commento:

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