buzzoole code Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
                        

mercoledì 27 aprile 2016

Dosso Dossi, La maga Circe o Melissa

Dosso Dossi, La maga Circe o Melissa
Giovanni di Niccolò Luteri, conosciuto come Dosso Dossi, fu il principale artista attivo nel primo Cinquecento alla corte degli Estensi, a Ferrara, città del nord-est d’Italia. Si fece interprete delle evocazioni fantastiche e suggestive del coetaneo Ludovico Ariosto, poeta e commediografo, autore dell’Orlando Furioso.
Questo dipinto fa parte delle opere inviate da Ferrara al cardinale collezionista Scipione Borghese, ideatore della Galleria Borghese.

Protagonista dell’opera è una figura femminile con un turbante sul capo, vestita di un abito riccamente decorato e con una fiaccola nella mano sinistra e una tavoletta con caratteri cabalistici in quella destra. La donna è stata interpretata come la maga Circe di Omero, o come Melissa, benefica incantatrice cantata dall’Ariosto nell’Orlando Furioso.
La maga è immersa in un rigoglioso paesaggio con elementi architettonici di una città, seduta all’interno di un cerchio magico, tracciato durante l’incantesimo a cui sta lavorando. Alla sua destra vedete una lucente corazza, un cane e alcuni volatili, animali che spesso accompagnano le maghe e le incantatrici. Appesi a un albero, in alto a sinistra, notiamo un gruppetto di guerrieri ridotti a pupazzi e che forse sono il simbolo di anime imprigionate. Infine, sullo sfondo, l’artista ha realizzato alcuni giovani che sono un richiamo al gruppo presente nel Concerto campestre di Giorgione o Tiziano. Tutto il paesaggio è un chiaro riferimento all’indimenticabile lezione di Giorgione, presso il quale Dosso Dossi trascorse una fase decisiva della sua formazione.

Se ti piace il blog, metti un like alla pagina Facebook 👇👇👌


L’ultimo restauro, oltre a evidenziare i raffinati colori della tela, ha evidenziato diversi pentimenti dell’artista: nella parte sinistra del dipinto, al posto del cane e dell’armatura, c’era una figura maschile in piedi, a cui la maga volgeva lo sguardo.
Dosso Dossi con quest’opera dà prova della sua grande versatilità stilistica, curando vari effetti di consistenza dei materiali: dalla resa della brillante corazza, alla precisione nei dettagli del ricchissimo broccato della vesta della Maga.
L’artista in questo dipinto riesce a coniugare i colori e le atmosfere luminose tipiche dell’arte veneta, con la continua ricerca di spunti esoterici e letterari che i pittori della scuola ferrarese erano soliti usare nelle proprie opere.
Vi invito quindi a cogliere tutti i dettagli, i colori, le sfumature e i simboli che ci trasportano in un mondo di maghi e cavalieri.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

Nessun commento:

Posta un commento