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mercoledì 20 aprile 2016

Olpe Chigi, la maestria degli artisti di Corinto

Olpe protocorinzia Chigi, 640-630 a.C.
Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia
Oggi vi voglio condurre attraverso l'arte greca antica, alla scoperta di un vero capolavoro.
L'olpe Chigi è un vaso che serviva ad attingere o versare liquidi, in particolare il vino.
Fu ritrovato in una tomba etrusca vicino a Veio: si tratta di un vaso venduto in Etruria o donato a qualche potente signore, quasi come campione, a dimostrazione dell'abilità degli artigiani di Corinto. In esso ritroviamo tutte le tecniche usate allora nella decorazione delle ceramiche: incisione, policromia e pittura su sfondo scuro.

Il vaso è aggraziato, forse un po' troppo carico nella decorazione e mancano i collegamenti tra gli elementi della composizione. Nonostante ciò è una testimonianza molto interessante perché riassume tutte le iconografie usate a Corinto, distribuite tra quattro fregi figurati.
Il primo rappresenta due schiere di opliti che, al suono di un flautista, fanno dietrofront; i più lontani si affrettano al centro, i più vicini vibrano le aste. Nel modo in cui sono accuratamente descritte le armi, l'interno e l'esterno degli scudi dalle rappresentazioni terrificanti, emerge l'immagine della potenza di Corinto. Nel secondo fregio appaiono dei cani che inseguono vari animali.

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Nel terzo il giudizio di Paride, una caccia cruenta a un leone, un carro e una schiera di cavalieri, una sfinge con due corpi araldici e un solo volto. Nel quarto fregio ancora scene di caccia: cani che inseguono lepri, cacciatori carichi di selvaggina che, nascosti oltre i cespugli, cercano di sorprendere gli animali.
L'artista che l'ha decorata ci resta anonimo, ma possiamo sicuramente dire che ci troviamo di fronte a un capolavoro di pittura policroma e chi l'ha fatto era un miniaturista di grande maestria: gli sono bastati infatti solo cinque centimetri di altezza per rappresentare il movimento degli uomini in battaglia. Una scena dal vero ricca di dettagli in cui trova posto anche la natura nei cespugli agitati dal vento in cui si nascondono gli uomini intenti nella caccia alla lepre.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui


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