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lunedì 9 maggio 2016

La tomba di Tutankhamon, testimonianza unica dell'arte egizia

Oggetti e suppellettili trovati accatastati nella camera della tomba già visitata dai ladri
La scoperta della tomba del faraone Tutankhamon si dovette a un archeologo inglese, Howard Carter, sostenuto da un mecenate intelligente e paziente, lord Carnarvon. Molti archeologi prima di Carter avevano setacciato palmo a palmo la Valle dei Re, una gola rocciosa non lontana da Luxor, inaugurata come sepolcreto da Tuthmosi I (morto nel 1518 a.C.), trovando una sessantina di tombe saccheggiatissime.
Carter continuò a scavare per sei inverni, sgomberando una quantità impressionante di detriti. Nel novembre del 1922, quando stava ormai per abbandonare le speranze e l'impresa, anche perché il finanziatore si era stancato di spenderci soldi, ebbe finalmente successo.

La tomba era già astata visitata dai ladri, che però, forse disturbati, erano scappati a gambe levate lasciando molte cose sottosopra. Le autorità della necropoli avevano poi rimesso i sigilli alle porte che davano accesso ai vari locali.
Carter descrisse il grande evento con parole esaltanti. Nessuno nella storia degli scavi aveva mai visto uno spettacolo meraviglioso come quello che gli si era offerto. Una quantità incredibile di oggetti, il cui sono inventario richiese un tempo lunghissimo, che dovettero essere in parte sottoposti a un trattamento conservativo sul posto, prima di poter essere trasportati.

trono in legno intagliato e rivestito in oro
C'erano letti, catafalchi, sarcofagi, carri, cofani, un trono, statue divine, umane, animali, armi, arnesi, gioielli e via dicendo. In breve, di che colmare un'ala su un piano del Museo del Cairo. Una parte degli oggetti erano in un ottimo stato di conservazione, una parte ridotti molto peggio. Grande la varietà degli stili: accanto a pezzo sobri e lineari, altri sfarzosi e sovraccarichi di ornamenti. Nonostante questa diversità stilistica, il corredo della tomba di Tutankhamon contribuì a testimoniare che la restaurazione politica e religiosa di Akhenaton non implicò un ritorno dell'arte ai modi del passato. L'esperienza amarniana non andò perduta, ma continuò anzi a dare i suoi frutti.
Presente nel corredo anche il ferro, di lavorazione locale ma di provenienza quasi sicuramente ittita, sotto forma di una daga e di due amuleti. Il ferro era conosciuto in Egitto già sul finire del quarto millennio, ma lo si era usato pochissimo, solo per oggetti ornamentali. Si cominciò a utilizzarlo di più proprio con Tutankhamon.
Una descrizione anche sintetica del contenuto della tomba richiederebbe molte pagine. Limitiamoci a un paio di oggetti famosissimi.

sarcofago interno di Tutankhamon
Uno è il trono di legno scolpito rivestito in oro, le cui gambe sono in basso zampe leonine e in alto recano due musi di leoni. Cobra alati decorano i pannelli dei braccioli. Ma l'elemento che più attrae è lo schienale, la cui parte interna reca intagliata la figura del re e della regina in vesti da cerimonia sormontati da un sole rappresentato secondo l'iconografia amarniana, un disco da cui partono raggi che terminano come mani. Il manufatto risale dunque a un momento in cui non era ancora operante la censura alla dottrina di Akhenaton. Il re è seduto e la regina lo sta aspergendo con un unguento, che attinge da un vaso sorretto dalla mano sinistra.

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Un altro oggetto di grande suggestione è il sarcofago del re, o meglio, il sarcofago più interno di una serie di quattro incastrati l'uno nell'altro. Lungo 1,85 metri e spesso 8 millimetri, era d'oro massiccio. La mummia era avvolta da resina profumata e da un sudario di lino. Il sarcofago raffigurava il faraone come Osiride, con nelle mani gli emblemi del dio, il pastorale e il flagello. La mummia regale si presentò agli archeologi con il volto e le spalle coperte da una magnifica maschera d'oro con intarsi blu. Sul sarcofago e addosso alla mummia, fra le bende che la stringevano, fu ritrovata una serie di oggetti preziosi: oggetti d'uso personale, collari, collane, pendagli, braccialetti, anelli e amuleti. Per esempio, i braccialetti erano trenta, gli anelli quindici.
Uno straordinario campionario d'arte che testimonia il livello raggiunto dagli egizi nella produzione di manufatti artistici.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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