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lunedì 13 giugno 2016

Winsor McCay e il nuovo linguaggio dei comics

Winsor McCay, Little Sammy Sneezer
Riprendiamo la rubrica Icona Fumetto continuando nel nostro viaggio tra arte e comics.
Una volta definiti tutti i crismi del nuovo linguaggio, i comics guardarono alla fotografia e al fratello cinema per adattare il proprio modo di raccontare alle esigenze del pubblico americano. La maniera più semplice per raccontare una storia è mantenere lo stesso punto di vista, la stessa inquadratura, dall'inizio alla fine. E quando il cinema si rese conto di poter usare, tramite i tagli di montaggio, una narrazione più ritmata, lo stesso fece il fumetto.
Fu così che, nella ricerca, piano piano si fondò il nuovo linguaggio, passando per l'inevitabile sperimentazione.

Nato nel 1869, Winsor McCay dimostrò da subito un'abilità speciale nel raccontare per immagini, anche se ancora non sa di essere uno dei padri fondatori del nuovo linguaggio dei comics. Dopo aver fatto il cartellonista e l'illustratore, cominciò a lavorare come autore di tavole a fumetti. La sua prima serie è del 1903 e s'intitola Jungle Imps. Chiamato a New York dall'Herald, cominciò a sfornare personaggi a ripetizione fino a giungere, nel 1904, a Little Sammy Sneeze, che lo impose all'attenzione generale. Sono le storielle di un bambino dallo starnuto facile e catastrofico che si distinsero per una fantasia narrativa sfrenata e un disegno ricchissimo di particolari.

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Usando lo pseudonimo "Silas", dal 1905 Winsor McCay cominciò a pubblicare sull'Evening Telegram una serie di tavole domenicali considerate ancora oggi un'opera di assoluto culto: Dreams of the Rarebit Fiend. Sono i resoconti tragicomici di vari incubi dovuti a una cena troppo pesante, ma in realtà si tratta di una rassegna visionaria dell'enorme potenziale allucinatorio, realizzato proprio nel momento in cui nasceva ufficialmente la psicoanalisi. Sono appena una sessantina di tavole, ma fanno storia. E la forza rivoluzionaria della serie lanciò il genio del suo autore. Nel 1906 il regista Edwin S. Porter trasse da queste tavole un film, considerato pioniere degli effetti speciali cinematografici e nel 1916 lo stesso McCay ne realizzò una versione a disegni animati.

Winsor McCay, dreams of the Rarebit Fiend
L'assoluto capolavoro di Winsor McCay è Little Nemo in Slumberland, labirintica saga nel mondo dei sogni uscita a partire dal 1905 come una sintesi delle virtù dei singoli fumetti realizzati in precedenza dall'autore. In essa ogni sera il piccolo Nemo sogna una realtà parallela, ricchissima di suggestioni visive e fantastiche, per la quale vaga in compagnia di personaggi più o meno amichevoli e della quale al suo risveglio ricorda nitidamente ogni cosa. Verrà pubblicato, su testate alterne, fino al 1927.

Winsor McCay, Little Nemo in Slumberland
Una delle serie più strane nella secolare storia dei fumetti è senza alcun dubbio The Upside-Downs, realizzata da Gustave Verbeck a partire dal 1903. Il fumetto presenta sei riquadri per ogni episodio: disegnati in uno strano modo che sembra sempre nascondere qualcosa, di solito iniziano raccontando il sopraggiungere di qualche guaio, in cui finisce l'agitata signorina. Arrivati alla sesta vignetta, veniamo invitati a ruotare la pagina e a continuare la lettura alla rovescia. E scopriamo che in effetti la storia continua con altri sei momenti, leggibili ora al contrario, in cui il cappello di lui diventa la gonna di lei, i capelli scomposti di lei i baffoni ispidi di lui, e così via. Questa proposta, tanto insolita quanto stupefacente, è rimasta unica ed irripetibile nella memoria storica del fumetto.

Gustave Verbeck, The Upside-Downs
Un'altra storia originale di Gustave Verbeck, autore di origine fiamminga che evidentemente non sa rinunciare alle inquietudini peculiari del vecchio continente, si intitola The Terrors of the Tiny Tads. Ne sono protagonisti alcuni piccoli sparuti ragazzini, che si trovano sempre intrappolati in un grande paese d'incubo abitato e percorso da creature sempre piuttosto mostruose. Queste infatti, impersonando alla lettera giochi di parole modellati nella lingua inglese, si presentano come ibridi spesso raccapriccianti.

Lyonel Feininger, The Kin-der Kids
Tra il 1906 e il 1907, il "Chicago Sunday Tribune" propone la pubblicazione di un autore molto fuori dal comune. E' Lyonel Feininger che si cimenta nella realizzazione di comics esattamente come attività artistica d'avanguardia. Ma è un autore molto, forse troppo, intelligente. Le sue due serie The Kin-der Kids e Wee Willie Winkie's World, incentrate la prima su un gruppo di monelli e la seconda su un piccolo sognatore che vive la realtà in continua metamorfosi fantastica attorno a sé, contengono una tale quantità di invenzioni formali da spaventare il lettore medio. La loro durata sul mercato sarà infatti piuttosto breve. Nei decenni che seguirono Feininger si dedicherà alla pittura con il gruppo del Blaue Reiter, insegnerà alla Bauhaus di Gropius, collaborerà con Klee e Kandinskij e sarà perseguitato dai nazisti come artista "degenerato".

Continua l'esplorazione ...

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Fonti: Gulp!100 anni a fumetti, a cura di Ferruccio Giromini, Marilù Martelli, Elisa Pavesi, Lorenzo Vitalone, Electa, Milano, 1996

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