buzzoole code Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
                        

venerdì 8 luglio 2016

Il Parco Vigeland


Il mio ultimo viaggio a Oslo mi ha permesso di scoprire un artista e una sua bellissima e complessa opera che voglio condividere con voi. Si tratta del Parco Vigeland, il più grande parco di sculture del mondo realizzato da un singolo artista, e una delle attrazioni turistiche più popolari della Norvegia. È aperto ai visitatori ventiquattro ore su ventiquattro e per tutto l'anno. Con più di duecento sculture in bronzo, granito e ferro battuto questo grande spazio verde rappresenta il frutto del lavoro di una vita compiuto da Gustav Vigeland artista, scultore e responsabile della struttura architettonica del parco.

La maggior parte delle sculture sono collocate in cinque aree lungo un asse di 850 metri: la Porta, il Ponte con il parco giochi per bambini, la Fontana, l’altura con il Monolite e la Ruota della Vita.
I lavori di costruzione di quello che sarebbe diventato il Parco Vigeland durarono molti anni. Nel 1924 venne deciso che la Fontana, il Monolite di corpi umani, insieme alle altre statue di granito dovevano essere poste su una vasta area a ovest del laghetto che si trova al centro del parco. Nel 1931 l’artista mise a punto il piano strutturale del parco che prevedeva anche il ponte decorato con sculture. 

Se ti piace il blog, seguilo anche su G+ 👇👇💛


La città di Oslo fu la principale finanziatrice del parco, ma anche un certo numero di privati e aziende contribuirono al progetto. Il magnifico cancello dell’ingresso principale, ad esempio, venne finanziato dalla Oslo Sparebank già nel 1927.
Tutte le sculture del parco furono modellate a grandezza naturale in argilla dall’artista. L’argilla morbida poteva essere lavorata in fretta, ed era quindi un mezzo eccellente per convogliare l’enorme energia e ispirazione dell’artista. Le sculture a grandezza naturale furono proprio basate su piccoli schizzi tridimensionali modellati a mano e trasposti sui blocchi di pietra con l’ausilio di una griglia. Vigeland si fece poi aiutare da artigiani professionisti che ebbero il compito di trasformare i bozzetti in sculture di granito e bronzo. Ma Vigeland fece molto di più: fu di fatto il responsabile del progetto architettonico del parco che nel suo insieme si estende in una vasta area di circa ottanta acri.


Il Monolite

Sul punto più alto del parco è collocato il grande Monolite, raggiungibile attraverso una serie di scale circolari che portano in cima alla collina. La parte scolpita, con 121 figure, è alta 14,12 metri e l'altezza totale, compreso lo zoccolo, è 17,3 metri. Il monolite fu scolpito da un unico blocco di granito, da cui il nome e sicuramente resta la parte più impressionante e colossale tra tutte le creazioni dello scultore norvegese. Gli schizzi per una prima riproduzione in miniatura della colonna furono completati nel 1919. Vigeland modellò poi la scultura in argilla a grandezza naturale, nel suo nuovo studio, tra il 1924 e il 1925 in soli dieci mesi. Si è poi passati a una copia in gesso e nell’autunno del 1926 un blocco di granito del peso di centinaia di tonnellate fu trasportato via mare fino all’Oslofjord, per la realizzazione dell’opera definitiva, da una cava di pietra nei pressi di Halden, cittadina situata nell'estremità sudorientale della Norvegia, al confine con la Svezia.
Il blocco arrivò a destinazione nei primi mesi del 1927 e venne eretto l'anno successivo. Venne costruito un ponteggio intorno all’enorme blocco di pietra e il modello in gesso fu collocato accanto a esso. Nel 1929 il trasferimento delle figure dal gesso al granito poté iniziare. Ci vollero tre scalpellini e quattordici anni per finire il lavoro. Nel 1943 l'ultima parte del modello in gesso della colonna venne finalmente smontata e portata di nuovo al museo Vigeland, dove tuttora la si può ammirare. Prima di smontare il ponteggio fu consentito alle persone di salirvi sopra e osservare il lavoro da vicino e in pochi mesi arrivarono quasi 180.000 visitatori. Ma qual è il significato di questa straordinaria scultura? Questa enorme colonna dà spazio a una interpretazione del desiderio dell'uomo che vuole da sempre raggiungere una dimensione spirituale e divina. La colonna è forse da intendersi come la resurrezione stessa dell'uomo? Le persone scolpite sono attratte verso il cielo, caratterizzate da un sentimento di tristezza e disperazione controllata, ma anche di gioia e di speranza, esprimendo anche una certa solidarietà tenendosi strette l'un l'altra in questo strano vortice di corpi.
Vigeland iniziò poi il lavoro sui gruppi scultori di granito posti alla base del Monolite intorno alla prima guerra mondiale e li terminò nel 1936. Come nella fontana, il loro tema principale è il ciclo della vita, in cui l'uomo è raffigurato in una varietà di situazioni e relazioni tipiche. L'accesso alla collina avviene attraverso otto porte decorate in ferro battuto. Queste porte, raffiguranti l’uomo e la donna in tutte le età, sono state progettate tra il 1933 e il 1937, mentre la loro esecuzione fu terminata solo dopo la morte dell'artista.


La Ruota della Vita

La Ruota della Vita fu modellata on forma di bozzetto tra il settembre del 1933 e il febbraio del 1934. Poi una copia originale fu realizzata in gesso esattamente come era stato fatto per il Monolite, ma vediamo tutti i passaggi.
Vigeland iniziò facendo un modello in gesso su scala ridotta della Ruota della Vita. I suoi fabbri realizzarono poi un'armatura di ferro in scala: tre metri di diametro composta da una griglia. Questa solida struttura permise all’artista di costruirvi intorno il modello d’argilla che per l’inconsueta forma circolare sarebbe altrimenti collassato. Vigeland modellò a mano, ma anche utilizzando diversi tipi di strumenti rudimentali. Dalla prima bozza di gesso sono stati trasferiti al modello in creta i punti principali, utilizzando una griglia, un righello, un metro e delle pinze. Infine, la scultura è stata rifinita con strumenti più sottili per ottenere la superficie desiderata.
Si ricavò a questo punto uno stampo in gesso suddiviso in diverse parti.
Gli stampi minori vennero numerati prima d’essere separati e successivamente svuotati dall’argilla e dall’armatura di ferro. Lo stampo principale e tutti gli stampi minori furono in seguito puliti e rimontati. Il calco di fusione era quindi pronto per essere utilizzato. Il suo interno fu rivestito con una sostanza che ne permettesse il distacco e poi ricoperto con uno strato di circa due centimetri di gesso. Il calco in gesso venne rinforzato internamente con supporti in legno. Quando il gesso colato si solidificò, lo stampo venne eliminato con uno scalpello smussato e un mazzuolo di legno. Il risultato fu una copia identica all'originale in argilla da cui si poté procedere per la realizzazione dell’opera finale in bronzo.


Il Cancello

L'ingresso principale in granito e ferro battuto di fronte Kirkeveien segna l'inizio dell'asse lungo 850 metri che porta oltre il ponte, verso la fontana e il Monolite, terminando nella ruota della vita. Il cancello principale si compone di cinque grandi porte e due più piccole, tutte realizzate in ferro battuto. Il tema ricorrente è quello dei draghi, uno dei motivi principali nella produzione artistica di Vigeland, preso in prestito dalla tradizione vichinga
I cancelli sono stati progettati nel 1926 e la parte superiore è sormontata da lanterne che furono ridisegnate nel 1930 per sostituire quelle più vecchie. Il ferro battuto venne realizzato in una fucina che fu costruita accanto a quello che oggi è il Museo Vigeland, a sud del parco.


Il ponte

L'ampio ponte di cento metri di lunghezza per quindici di larghezza, è fiancheggiato da lanterne e sculture poste sui parapetti in granito e fu costruito sulla base di un vecchio ponte del 1914. Vigeland progettò il nuovo ponte e modellò negli anni tra il 1925 e il 1933 le 58 sculture in bronzo. Queste includono una ricca varietà di bambini, donne e uomini, colti in diversi momenti, alcuni da soli e altri in gruppo. Il motivo dominante che collega tutte le sculture sono i rapporti tra uomo e donna, adulti e bambini. Al centro del ponte la struttura si allarga su ogni lato e presenta due figure circondate da cerchi in bronzo massiccio. Qui troverete anche Sinnataggen, il bambino arrabbiato, che nonostante la sua dimensione, è uno dei simboli più importanti del parco e della città di Oslo.
Anche se le sculture sul ponte furono le ultime realizzate da Vigeland per il parco, vennero installate per prima. Già nell'estate del 1940, quando il resto del parco era ancora una grande area in costruzione, il ponte venne aperto al pubblico. Vennero poi costruite le quattro alte colonne di granito raffiguranti esseri umani che combattono contro lucertole drago. Questi demoni hanno il controllo assoluto delle loro vittime, e rappresentano un contrasto drammatico con l’atmosfera di gioco e gioia di vivere raffigurata sul ponte.
Un parco giochi circolare con otto sculture in bronzo di bambini è collocato sotto il ponte. Nel centro, montato su una piccola colonna di granito, sta la figura di un bambino non ancora nato. Vigeland progettò anche un’imbarcazione per il divertimento dei visitatori più giovani del parco, e la barca era ormeggiata a pochi passi più dal parchetto giochi circolare per i bambini presso un monumentale molo in granito. Per molti anni dopo la seconda guerra mondiale la barca ha navigato nel laghetto dove oggi nuotano solo cigni e anatre.


La fontana

Tra tutti i complessi scultorei del parco la Fontana ha la storia più lunga. L'idea di una fontana monumentale in bronzo aveva occupato la mente di Vigeland dall’inizio del progetto. Un bozzetto in gesso, che assomiglia alla fontana di oggi, attirò grande entusiasmo quando venne esposto nel 1906. Intorno alla prima guerra mondiale Vigeland ampliò il suo progetto aggiungendo diversi grandi gruppi di granito e nel 1919 una colonna di granito enorme. Solo nel 1924 la fontana trovò la sua posizione finale all’interno del parco e alcune modifiche furono apportate al disegno originale.
I 20 gruppi di alberi furono tutti modellati tra il 1906 e il 1914. Sotto la corona protettiva della chioma degli alberi si svolge la vita dell'uomo, dalla culla alla tomba. Il nostro tempo sulla terra è solo una parte del ciclo eterno della vita, senza inizio e senza fine. Dopo la scultura dell’albero con lo scheletro che sta per decomporsi e ricongiungersi alla natura, segue infatti un albero pieno di bambini: dalla morte nasce vita nuova.
I rilievi in bronzo lungo il lato esterno della piscina raffigurano il ciclo eterno della vita del genere umano. Nel 1936 tutti i 112 rilievi erano pronti solo 60 dei quali utilizzati. Nel 1947 l'installazione della fontana vene finalmente terminata. Il pavimento intorno alla fontana Vigeland è formato da un mosaico di 1.800 metri quadrati in granito bianco e nero. Il motivo geometrico forma un labirinto lungo circa 3.000 metri.


Altre sculture nel parco

Alcune sculture sono collocate al di fuori dell'asse principale del parco.
Al termine di un asse secondario che interseca l'asse principale a nord, c’è il gruppo bronzeo monumentale del Clan (1934-1936). Con l'eccezione del monolite, questo gruppo è la più grande scultura di Vigeland e racchiude 21 personaggi. Il modello in gesso originale fu conservato nel Museo Vigeland fino al 1985, quando una donazione da parte di IBM permise di avere la versione in bronzo secondo il piano originario dell’artista collocata nel parco nel 1988.
Sul lato opposto dell'asse principale ci sono altre due sculture: una ragazza inginocchiata circondata da una lucertola a spirale (1938) e il giovane ragazzo e ragazza appoggiati l’uno contro l'altra sul bordo di un pozzo (1939).
Vicino al Museo Vigeland a sud la scultura denominata il Triangolo (1938) è collocata su una piazzetta circolare nel percorso diagonale che parte dal monolite.
A nord all'interno dell'entrata principale si trova l'autoritratto di Vigeland (1942). Vestito con i suoi abiti da lavoro di tutti i giorni, con il martello e lo scalpello in mano pronti all’azione.

Uno spazio vasto, sorprendente, bellissimo al tramonto che chiunque visiti Oslo non può assolutamente farsi scappare!

Nessun commento:

Posta un commento