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mercoledì 31 agosto 2016

Intervista a Frida, curatrice del blog Scoria dell'arte


Riprendo la rubrica "c'è arte nella blogosfera" per la seconda volta nel giro di poco tempo, perché recentemente mi sono imbattuto in nuovi blog che credo dobbiate conoscere meglio. Oggi è il turno di Frida, una giovane donna che dopo una laurea e lo scontro con la realtà lavorativa nel campo dei beni culturali, ha deciso di aprire un blog molto, molto originale.
Vorrei che per cominciare ti presentassi, chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perchè hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissata diventando blogger.

Un saluto a tutti i lettori di Artesplorando! Mi presento a voi e al web come Frida L. V. Vargas, pseudonimo che racchiude alcune delle mie passioni: l’arte di Frida Kahlo, la musica di Chavela Vargas e la cultura messicana. Nata e cresciuta a Napoli tra colori, pennelli e odore di trementina, dopo il diploma artistico ho approfondito la mia passione per la Storia dell’arte con un percorso di studio in Conservazione dei Beni Culturali iniziato presso l’Università di Urbino e conclusosi con il conseguimento del diploma di laurea presso l’Università di Napoli. Alla fine del 2015, raggiunta la  35° primavera ed una profonda disillusione verso le istituzioni moderne, ho cominciato a riflettere sull’apertura di un blog inteso come spazio in cui (senza prendersi troppo sul serio) trattare, attraverso la satira e l’ironia, di personaggi politici, celebrità, vizi e malcostume del mondo moderno, senza però abbandonare la passione per i capolavori della pittura. Nascono così, nel febbraio 2016, le prime foto-manipolazioni dei dipinti di Scoria dell’Arte: un blog che abbraccia trasversalmente l’arte per soffermarsi sulle “scorie” della società contemporanea ma anche su eventi e personaggi che rendono “digeribile” questo mondo. Se consideriamo il vero significato del termine blog, mi sentirei di affermare che Scoria dell’Arte se ne distanzia un po’ poiché si basa su una forma di comunicazione principalmente visiva e, solo in secondo luogo, testuale. Per tale ragione non mi definirei una vera blogger, quanto piuttosto una “manipolatrice d’immagini” che si diletta nel web.

Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Artesplorando.

Generalmente non faccio distinzioni tra piccoli e grandi musei: laddove la natura delle collezioni incontra i miei gusti e la capacità di fornire il servizio (che ne costituisce poi la vera finalità museale) soddisfa le aspettative, non posso dire di preferire l’uno all’altro. Certo, ammirare le prestigiose collezioni custodite nelle più grandi istituzioni museali, dai Musei Vaticani al Louvre di Parigi, è un richiamo a cui sono in molti a rispondere (compresa la sottoscritta) affrontando stoicamente quelle file interminabili che inevitabilmente si vengono a creare. Ma anche la visita di un piccolo museo, poco frequentato perché spesso al di fuori dei classici canali di promozione, può rivelarsi un’esperienza straordinariamente sorprendente proprio perché non ci si aspetta di trovare altrettanta eccellenza artistica… e l’Italia è sicuramente la Terra dei piccoli musei che non ti aspetti! 

Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Se parliamo di arte contemporanea, (quella del XXI secolo per intenderci) allora non posso definirmi un’assidua frequentatrice di mostre. Sarò sincera, e forse anche un po’ all’antica, ma non credo che tutto ciò che oggi ci viene proposto sia realmente riconducibile al concetto di arte. Quest’ultimo, per quanto soggettivo, vago e mutevole possa essere, credo che affondi ancora le sue radici in un sistema valoriale non solo prettamente estetico. 
Insomma, non condivido alcune forme di espressione artistica ideate nella società contemporanea per essere fruite con le modalità e con i tempi tipici della società contemporanea.
Ma d’altronde, non sempre ciò che oggi siamo abituati a definire arte in passato era considerato tale e, ovviamente, per la formulazione di un giudizio alla mostra bisogna andarci! 



Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

Impossibile: non ho le competenze e non vorrei mai appartenere alla “Casta”! Ma ammettiamo per assurdo che lo fossi, probabilmente tra le prime cose a cui lavorerei ci sarebbe una seria regolamentazione sull’impiego di volontari nel settore dei beni culturali.
Troppo spesso ormai si affida al lavoro gratuito compiti ed attività proprie di professionisti del settore ai quali, nel frattempo, si richiede una formazione che, tra corso di laurea, specializzazioni, dottorati e chi più ne ha più ne metta, spesso risulta impegnativa anche in termini economici e non sempre poi si rivela essere un investimento per il futuro! Non credo che alla base ci sia solo un problema di risorse, quanto piuttosto una mancanza di volontà e la perdurante “visione limitata” che l’arte, dopotutto, non sia poi così prioritaria…
Ma mentre cercherei di risolvere l’annosa questione del lavoro gratuito nei beni culturali, in Senato e Parlamento già avrebbero approvato una mozione di sfiducia ai miei danni, quindi passiamo alla prossima domanda…

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

Per una visione d’insieme proporrei di iniziare con un classico, La storia dell’arte di Gombrich, semplice, scorrevole anche per chi è completamente a digiuno in materia.

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Se dovessi scegliere di salvare dalla distruzione qualche opera d’arte a vantaggio delle future generazioni, nell’arca di Noè metterei almeno un esempio di ciascuna corrente artistica. 
Invece, una scelta estremamente soggettiva comprenderebbe: Le tre età della donna di Gustav Klimt; Giallo, rosso e blu di Vasilij Kandinskij; La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci; Corpus Hypercubus di Salvador Dalí; La sposa del vento di Oskar Kokoschka; L’abbraccio di Egon Schiele; Atlante, uno dei Prigioni di Michelangelo Buonarroti e potrei continuare ad oltranza se non passo alla domanda successiva

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perchè?

Raggiungerei Frida Kahlo e Diego Rivera nella loro residenza (Casa Azul) a Coyoacan in Messico per discorrere e conversare, tra tequila e pesadillas, di arte, pittura, politica e cultura messicana…ma qualsiasi altro argomento andrebbe bene! Mi piacerebbe inoltre incontrare Hilla von Rebay, la pittrice e mecenate tedesca che ha coinvolto il filantropo Solomon R. Guggenheim in una delle più avvincenti storie del collezionismo privato: il Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
Ma mi piacerebbe incontrare anche Marina Abramovich per la quale nutro profonda stima.

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Artesplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato (ovviamente valgono anche le web-tv).

Tra i programmi televisivi ideati e condotti da Alberto Angela e il canale tematico Rai 5, anche gli appassionati d’arte hanno finalmente una motivazione per pagare il canone! Di Alberto (e Piero) Angela sicuramente consiglio Ulisse – Il piacere della scoperta, un programma di divulgazione ad ampio spettro con approfondimenti artistici davvero rilevanti.
Su Rai 5, tra documentari ed approfondimenti, è possibile immergersi nel mondo dell’arte quasi a tutte le ore: dall’Impressionismo alle performing arts, dalla Street Art alle nuove frontiere dell’arte.  

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Ciascun essere umano esprime sé stesso in maniera differente attraverso atteggiamenti e pratiche che vanno al di là di un’apparente utilità. 
L’arte è un mezzo di conoscenza, una finestra che si apre sul mondo interiore e che mette in comune l’artista con tutto il genere umano attraverso l’emozione che trasmette, unica per ciascuno di noi. Osservare una qualsiasi opera d’arte diventa il modo attraverso il quale ognuno di noi interpreta ciò che ci circonda ed è l’emozione che ne deriva ad arricchirci, in ogni dove e in ogni tempo.
E se questa è inutilità, spreco di tempo e di denaro, allora spogliamoci di tutte le cose altrettanto inutili e superflue per vedere ciò che resta…

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

Sono d’accordo con Leo Longanesi quando, con sarcasmo e lungimiranza, affermava: “l’arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati”.

Grazie a Frida per la disponibilità a raccontarci un po' di sé e ora vi consiglio di andare direttamente a leggere il suo irriverente blog Scoria dell'arte:
scoriadellarte.blogspot.it

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