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domenica 28 agosto 2016

Quando il fumetto si fece in sette per i suoi lettori

Maurice Languereau, Bécassine
Riprendiamo oggi la rubrica #IconaFumetto che ripercorre per voi la storia di questa forma d'arte, tra illustrazione e cinema.
Siamo sempre ai primi del Novecento, ma dall'America, in cui abbiamo visto che il fumetto conobbe un ascesa vertiginosa, ci spostiamo nel Vecchio Continente. In Europa i racconti per immagini mantennero le caratteristiche ottocentesche con i testi ancora a bordo vignetta e in rima. La società Europea, più tradizionale, ancora non conobbe l'accelerazione americana del mercato e dei gusti del pubblico. Ma sarà sempre dall'America che arriveranno nuove idee per lo sviluppo e la diffusione dei fumetti.

Una di queste, la più rivoluzionaria, fu quella di inserire i Comics all'interno dei quotidiani tutti i giorni, e non più solo la domenica. Tuttavia, in cerca di una collocazione all'interno del normale fascicolo feriale, i racconti per immagini non potevano portar via troppo spazio alle notizie, né potevano ricorrere ai colori. Per ovviare a questo problema nacquero accanto alla "tavola domenicale", la più piccola "striscia giornaliera". Una piccola rivoluzione che, diffusasi anche in Europa, moltiplicherà per sette la frequenza di rapporto tra lettori e fumetti il cui linguaggio si farà più colloquiale e confidenziale: si tratteranno temi quotidiani e familiari gettando le basi per le storie umoristiche e avventurose.

Louis Forton, Les Pieds Nickelés
Nel 1905 Maurice Languereau, editore del periodico francese "La Semaine de Suzette", scrive con lo pseudonimo di Caumery il primo episodio delle vicende di Annaik Labornez, soprannominata Bécassine (sciocca come una beccaccia), ingenua servetta di un villaggio bretone. Le sue storie sono a quadretti ma senza nuvolette, con il testo disposto al piede di ogni vignetta.
Passiamo poi ai tre inseparabili furfanti Croquignol, Filochard e Ribouldingue, ai margini della società civile di cui sono antagonisti, protagonisti di Les Pieds Nickelés. Vivendo di piccoli e medi imbrogli sono dei veri e propri fannulloni che non voglio darsi da fare. I tre personaggi nacquero nel 1908 dall'idea di Louis Forton sulle pagine del settimanale francese "L'Epatant".

Attilio Mussino, Bilbolbul
Invece in Italia il primo periodico che pubblicò storie a disegni fu il "Corriere dei Piccoli", supplemento domenicale illustrato del "Corriere della Sera". A partire dal primo numero uscito il 27 dicembre 1908, ospitò sulle sue pagine, tra gli altri, Bilbolbul, curiosa invenzione dell'illustratore Attilio Mussino. Si tratta di un negretto che mette in pratica tutte le metafore utilizzate nei modi di dire: se diventa "rosso per la vergogna" cambia realmente colore e così via se "si fa in quattro", o "mette le ali ai piedi", o "gli cadono le braccia".

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In America, la prima striscia giornaliera esordisce nel 1907 sul "San Francisco Chronicole". Mutt and Jeff di Bud Fisher sono le avventure comiche di uno spilungone, scommettitore e imbroglione (Mutt) che incontra spesso un piccoletto (Jeff) con cui comincerà a far coppia fissa in un classico duo da articolo "il".
Una serie domenicale invece che tenta di introdurre della divertita critica sociale è The Newlyweds in cui George McManus mette in scena le movimentate vicende di una coppia di sposi newyorkesi alle prese con i capricci del loro figlioletto, viziandolo in tutti i modi pur di tenerlo buono.


Un altro autore importante per la storia dei Comics, ma forse poco noto è Charles William Kahles che realizza Clumsy Claude tra il 1906 e il 1912, una serie di cadute rovinose, goffaggini distruttive e maldestre azioni del simpatico Claude. Ma il personaggio più longevo di questo autore è Hairbreadth Harry, nato nel 1906 e portato avanti fino al '31. Sono il racconto delle peripezie del bel giovanotto, generoso difensore di vedove e orfanelle, che però introduce all'interno dei fumetti un elemento nuovo: la suspense. L'autore infatti lascia i lettori con il fiato sospeso da una domenica a l'altra. Negli anni Venti divenne protagonista di ben sei film.

Continua l'esplorazione ...

Se vuoi scoprire tutta la storia del fumetto segui l'etichetta #iconafumetto

Fonti: Gulp!100 anni a fumetti, a cura di Ferruccio Giromini, Marilù Martelli, Elisa Pavesi, Lorenzo Vitalone, Electa, Milano, 1996

2 commenti:

  1. Conoscere come nacquero i comics, ci fa vedere la strada che hanno percorso fini ai nostri giorni e intravedere i cambiamenti della società e intravedere il futuro

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    1. Credo inoltre che si un'espressione artistica molto pop, nel senso più "popolare" del termine e quindi molto vicina alle nostre vite e ai nostri momenti di svago e piacere. Chi in fondo non ha mai letto un fumetto? :-D

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