buzzoole code Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
                        

lunedì 12 settembre 2016

Ermafrodito dormiente


Oggi vi riporto a Galleria Borghese per conoscere un'insolita e curiosa opera proveniente dall'antichità.
La statua d’epoca romana si identifica tra le riproduzioni migliori dell’Ermafrodito dormiente, di cui ci sono note circa venti copie sparse nel mondo. Il particolare soggetto prese vita presso gli antichi greci e rappresenta Ermafrodito, figlio di Ermete e Afrodite. Platone, nel suo indagare le origini dell’uomo e della donna, riconobbe l’esistenza di un essere perfetto e unico che racchiudeva in sé entrambi i sessi, prima che questi venissero distinti nel maschio e nella femmina.

L’Ermafrodito viene descritto anche da Ovidio nelle sue Metamorfosi in un brano che è all’origine del successo figurativo di questo bizzarro soggetto. La madre di tutte le copie dell’Ermafrodito dormiente è da attribuire a Policle, scultore appartenente a una famiglia di artisti ateniesi del II secolo a.C. Il personaggio mitologico viene rappresentato disteso nel sonno, adagiato su di un morbido materasso si gira di lato, svelando dal lenzuolo le sue nudità dall’ambigua sessualità ed emanando un grande potere di mistero e seduzione. A seconda del punto di vista con cui la osserviamo quindi, la figura inverte la propria apparenza da femminile a maschile. Anche la natura del sonno dell’Ermafrodito è ambivalente, innocente o torbida rispetto all’interpretazione che gli vogliamo dare.

Se ti piace il blog, seguilo anche su Twitter! 👇👇👌


Una curiosità: l’opera nella ricostruzione della raccolta dei Borghese all’epoca di Camillo, sostituì quella dello stesso soggetto, restaurata da Gian Lorenzo Bernini e trasferita al Louvre nel 1807, dove si trova ancora oggi. Camillo Borghese fu infatti costretto a vendere la statua al cognato Napoleone Bonaparte, di cui aveva sposato la sorella Paolina. Originariamente l’opera non era esposta liberamente dai Borghese, per paura che questa creatura dalla sessualità così ambigua potesse turbare gli ospiti più sensibili in visita a palazzo. Per questo motivo era conservata gelosamente in un armadio di legno che raramente veniva aperto, mostrandone il bizzarro contenuto. Sia la testa che il materasso su cui è appoggiata la figura, sono il risultato di restauri successivi. Capolavoro tra i più famosi e suggestivi dell’antichità, l’Ermafrodito dormiente ci colpisce ancora oggi, forse perché tutti noi non siamo relegati a un solo sesso, ma dobbiamo convivere, seppur inconsciamente, con entrambi.


Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui


Nessun commento:

Posta un commento