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venerdì 9 settembre 2016

I 10 letti più belli della storia dell'arte


Dal letto di Tracy Emin, coperto di preservativi e mozziconi di sigarette, venduto per più di 2,5 milioni di sterline, all'intimità di coppia in quello di Rembrandt, per giungere alla Bambina malata di Munch: il letto nell'arte è la culla della nostra solitudine, dell'erotismo e delle paure.

  • Edouard Manet – Olympia (1863)

Il letto su cui la prostituta di Manet si adagia è una sorta di arazzo di lino biancastro, scintillante di complicati festoni. Tanto il ritratto di Olympia è severo e più reale dei nudi tradizionali a cui fa il verso, quanto il suo letto è una parodia dei letti lussuriosi su cui Tiziano e Velazquez esibivano le loro veneri.

  • Vincent van Gogh – Camera da letto (1888)


I colori potenti e le forme arrotondate della camera da letto di Van Gogh nella Casa Gialla, la mancata comunità artistica che l'artista aveva fondato ad Arles, hanno il loro centro emozionale nel letto. Si tratta del giaciglio di un asceta, di un solitario, di un sognatore estasiato dalle visioni dell'Ideale. Questo letto vuoto contiene l'anima tormentata dell'artista.

  • Robert Rauschenberg – Letto (1955)


A memoria d'uomo, il primo artista che mostrò il suo letto come opera d'arte fu Robert Rauschenberg. Si tratta di un lavoro molto personale, una reliquia del suo rapporto sessuale con Cy Twombly (che ha scarabocchiato sul cuscino) e Jasper Johns. E tuttavia è anche un dipinto che, appeso verticalmente, diventa l'equivalente di una tela, un letto espressionista-astratto.

  • Tracey Emin – Il mio letto (1998)


L'opera di Emin, venduta a 2.5 milioni di sterline, è poetica e suggestiva. Cosa c'è di più intimo dell’andare a letto? Trasformando il suo stesso letto in arte, senza dipingerlo o appenderlo al muro, come ha fatto Rauschenberg, Emin ha creato un readymade pungente nello stile dell'orinatoio di Duchamp. Tuttavia, quest’opera richiama anche i letti di Van Gogh e Aubrey Beardsley, e parla di amore, sesso, sogni e morte. È un'opera d'arte profondamente umana.

  • Eugene Delacroix – la morte di Sardanapalo (1827)


Sebbene dal punto di vista tecnico somigli più a un divano, non c'è nessun'altra opera d'arte che utilizzi un arredo così simile a un letto come il grande materasso coperto di rosso, steso su elefanti dorati, che riempie il capolavoro decadente di Delacroix. Questo grande triclinio ricorda la Zattera della Medusa in cui Gericault mostra un gruppo di sopravvissuti al naufragio. Delacroix trasforma la zattera in un letto e la scena di terrore in una di sensuale sofferenza.

  • Rembrandt – Il letto francese (1646)


In questo pezzo d'arte erotica di Rembrandt, meravigliosamente senza pretese, non vengono mostrati ninfe o satiri, ma una vera coppia olandese, forse l'artista e la sua amante Hendrickje Stoffels, mentre fanno l'amore nel loro confortevole letto. Si avverte la tranquillità della stanza e la serenità della coppia mentre si avvolge in un abbraccio.

  • Aubrey Beardsley – Autoritratto a letto (1900)


Molto prima che Tracey Emin creasse il suo monumento alla vita bohémienne, Beardsley cedette ai sogni decadenti in questo suo autoritratto in cui svanisce quasi del tutto nel letto riccamente ornato, sopra al quale un’iscrizione in francese recita “per gli dei, non tutti i mostri sono in Africa!”. L’autore identifica l’arte con la sensualità, la sessualità e l’inconscio, in altre parole, con lo stare a letto.

  • Edvard Munch – Bambina malata (1907)


In quest’opera terrificante e straziante, Munch ritrae una bambina morente, puntellata nel suo insalubre lettino, emaciata e debole. Questo quadro ci ricorda che il letto è anche il luogo dell’eterno riposo.

  • Vittore Carpaccio – Il sogno di Sant’Ursula (1497-98)


Questo quadro è una meravigliosa rappresentazione di una camera rinascimentale. Nella stanza di Ursula ci sono dei fiori, una libro delle ore da leggere e un sontuoso letto rosso, nel quale la donna non sogna l’amore, ma Dio. Nel sonno fa esperienza di una visione che la porterà a diventare una martire. Il letto, quindi, può essere anche un luogo pericoloso.

  • Piero della Francesca – Il sogno di Costantino (1452-66)


Prima della battaglia decisiva, l’Imperatore Costantino fa un sogno profetico. La sua branda sembra comoda e finemente decorata; sopra di essa, Piero dipinge il telone della tenda in modo che richiami il mondo dei sogni, che volteggia sull’uomo che dorme nel suo letto profetico.

Fonti: traduzione di Beatrice Righetti da www.theguardian.com 

Mi chiamo Beatrice Righetti, sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale all’Università di Padova e sono un’appassionata traduttrice. Studio inglese, russo, tedesco e spagnolo, e nel tempo libero mi dedico all’arte e alla letteratura. Per questo, credo fortemente nella divulgazione artistica e culturale, specialmente se integrata nel nostro vasto e poliedrico panorama internazionale.

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