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mercoledì 12 ottobre 2016

Fumetto come teatro dell'esistenza quotidiana


Nuovo post dalla rubrica #IconaFumetto che ripercorre per voi la storia di questa forma d'arte, tra illustrazione e cinema.
Oggi vedremo che il fumetto all'inizio del Novecento cominciò ad interessarsi non più ai marginali, i ricconi, o i poveri, in parole povere agli "altri", ma si rivolse verso la classe sociale dei lettori. Ecco che il teatro dell'esistenza quotidiana, familiare, venne riproposto sulle strisce disegnate con ironia, spingendo i lettori alla finestra, per ridere dei vicini, ma non solo. Questi racconti aiutarono le persone a guardarsi allo specchio per ridere di se stessi. Fu allora che il fumetto scoprì la sua vocazione democratica di commento sociale, satira di costume, analizzando la realtà sempre da diversi punti di vista.

In questa dinamica di rapporti tra genitori e figli, tra mariti e mogli, tra nonni e nipotini, tra fratelli, cugini, vicini di casa, lattai, postini e così via si inserisce dal 1912 Polly and Her Pals di Cliff Sterret. In questa serie vediamo le disavventure domestiche degli anziani genitori e parenti vari di una ragazza festaiola di nome Polly.
La più famosa family strip è però senza dubbio Bringing Up Father, uscita nel 1913 e tradotta in Italia come Arcibaldo e Petronilla o come Zenobaldo e Domitilla. Questo capolavoro di George McManus, ex-disegnatore di moda racconta di come l'improvvisa ricchezza proveniente da una vincita miliardaria non cambi la personalità semplice dell'immigrato irlandese Jiggs, mentre trasforma la moglie e la figlia in due insopportabili arricchite con ambizioni mondane.

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Abie the Agent di Harry Hershfield affronta con allegra serietà le problematiche degli affari e della politica dal punto di vista delle minoranze etniche, in questo caso ebraiche. Uscito nel 1914 venne definito "il primo fumetto adulto d'America" e fu anche il primo in cui i personaggi quando pensano lo fanno all'interno di "nuvolette mosse" diverse dalle altre.
Ribattezzato in Italia Meo Bichico, sul "Corriere dei Piccoli", Boob McNutt di Rube Goldberg, prodotto dal 1915, è uno dei più strambi protagonisti dei primi comics. Vestito sempre molto casual e capace solo di mettersi nei guai, questo sciocco biondone ci introduce in un universo pieno di sorprese e di divertenti invenzioni linguistiche. Valse al suo autore il premio Pulitzer nel 1948.


Sidney Smith nel 1917 crea The Gumps in cui vediamo le disavventure di una tipica famiglia del ceto medio. Il padre di famiglia si chiama Andy, la madre Min e il figlio Chester che insieme a cani e gatti si trovano a dover superare le piccole tribolazioni quotidiane.
Barney Google è un ometto fanatico di tutti gli sport, per i quali arriva a dimenticare anche la famiglia. Creato dalla fantasia di Billy De Beck, comincia ad uscire dal 1919 e nel 1934 gli si affianca una nuova spalla comica, lo zotico e rumoroso Snuffy Smith, tanto invadente che pochi anni dopo gli ruberà il ruolo di primo mattatore.


Nel 1918 le automobili non sono ancora un argomento diffuso, ma Frank O. King creando Gasoline Alley pone al centro di un fumetto le disavventure di un gruppo di amici alle prese con i problemi tecnici delle automobili. Nel 1921 appare un neonato trovatello che verrà adottato dal giovane Walt Wallet, diventando il fulcro della strip. Questo fumetto inoltre è il primo a procedere "in tempo reale" facendo invecchiare i propri personaggi in base al vero scorrere degli anni.

Continua l'esplorazione ...

Se vuoi scoprire tutta la storia del fumetto segui l'etichetta #iconafumetto

Fonti: Gulp!100 anni a fumetti, a cura di Ferruccio Giromini, Marilù Martelli, Elisa Pavesi, Lorenzo Vitalone, Electa, Milano, 1996

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