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sabato 10 dicembre 2016

Trasfigurazione, Raffaello e Giulio Romano

Raffaello Sanzio e Giulio Romano, Transfigurazione
Questo dipinto fu eseguito da Raffaello Sanzio, pittore e architetto tra i più importanti del rinascimento italiano. L’artista nacque a Urbino, città rinascimentale del centro Italia, nel 1483. L’opera che vedete fu l’ultima realizzata da Raffaello prima di morire a soli 37 anni e fu terminata nella parte inferiore dall’allievo e collaboratore Giulio Romano. Il dipinto fu commissionato dal cardinale Giulio de' Medici, futuro papa Clemente VII.

L’opera realizzata da Raffaello mette insieme per la prima volte due episodi tratti dal Vangelo secondo Matteo, uno dei quattro vangeli canonici del Nuovo Testamento. Infatti vediamo in alto la Trasfigurazione di Gesù e in basso il miracolo del giovane indemoniato guarito da Gesù. Cosa si intende per Trasfigurazione? I testi ci raccontano che Gesù si appartò con i discepoli Pietro, Paolo e Giacomo, che vediamo accasciati a terra, e cambiò aspetto, mostrando con uno straordinario splendore la propria origine divina.

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A fianco di Gesù apparvero i profeti Mosè ed Elia e da una nube si udì una voce a dimostrazione ulteriore della sincerità del Messia. Nella parte inferiore gli altri apostoli incontrano un giovane posseduto che allarga le braccia e rivolta gli occhi all’indietro con un gesto di drammatica teatralità. La piccola folla è stupita e indica verso la miracolosa apparizione superiore. I volti sono fortemente caratterizzati e raccolgono una splendida serie di espressioni e moti dell’anima. Altre due figure fanno capolino alla sinistra dell’opera, in secondo piano: forse sono i santi Felicissimo e Agapito, la cui festa si celebrava il 6 agosto, lo stesso giorno della Trasfigurazione.


Alcuni elementi che rendono questo dipinto un capolavoro di vitalità e movimento: notate lo splendido paesaggio naturale raffigurato al tramonto che vediamo sulla destra e che ci fa capire l’ora del giorno in cui avvenne la Trasfigurazione. Osservate l’utilizzo sapiente della luce che proviene da diverse fonti e con gradazioni differenti. Ma soprattutto siamo catturati dall’inedita posizione di Gesù che si solleva in volo sprigionando una forza e una luminosità che sembrano generare una serie di reazioni a catena che animano tutta la pala. Esattamente come riferisce il testo evangelico, il volto di Gesù risplende come il sole e le sue vesti diventano bianche come la luce. Una luce che sembra giungere fino a noi.


Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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