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sabato 18 febbraio 2017

Il ritratto nell'età di Leonardo

Leonardo da Vinci, Dama con l'ermellino
La fine del Quattrocento è segnata da una serie di eventi straordinari che faranno da spartiacque tra il mondo delle corti e delle signorie e quello degli imperi, con orizzonti geografici, culturali, commerciali e politici nuovi. Nel 1492 viene scoperta l'America, muore Piero della Francesca, e poco prima c'era stata la scomparsa anche di Lorenzo il Magnifico. Nel 1452 era nato l'artista simbolo della grande svolta, del ripensamento generale tra Quattrocento e Cinquecento: Leonardo da Vinci.

La sua formazione si svolge nella grande e poliedrica bottega del Verrocchio. Presto Leonardo manifesterà la propria predisposizione per il ritratto e per l'investigazione della natura attraverso lo scandaglio del disegno, perno portante della pittura fiorentina e toscana.

Leonardo da Vinci

L'intensità di partecipazione psicologica ed emotiva dei personaggi di Leonardo segna un passo in avanti nella storia del ritratto. Nessun altro artista prima di lui era riuscito a catturare torsioni, luci, moti dell'animo in stretto rapporto con il fondo e l'ambiente in cui i suoi personaggi sono inseriti.
Non vi voglio certo parlare di tutti i ritratti di Leonardo, ma forse quello che fece più scalpore all'epoca fu la Dama con l'ermellino: superba, intrigante amante di Ludovico il Moro (Cecilia Gallerani), elogiato per vivacità e verosimiglianza dal poeta di corte, come se ci si trovasse di fronte alla persona in carne, ossa e facoltà fisiche e intellettuali.


Il ritratto di Dama con ermellino è un dipinto a olio su tavola di 54 per 40 centimetri realizzato intorno al 1490 e raffigurante Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro, Duca di Milano. La donna era bellissima, elegante e di forte temperamento, favorita di Ludovico, ma allontanata dalla corte dopo il matrimonio del signore di Milano con Beatrice d’Este. Cecilia sposò poi il conte Bergamino di Cremona e si trasferì in un lussuoso palazzo del centro frequentato da artisti e intellettuali, tra cui lo stesso Leonardo, Bramante e il poeta Matteo Bandello.

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Questo è per molti critici il primo ritratto moderno della storia dell’arte, prova superba della capacità di Leonardo di cogliere i sussulti della psicologia, riverberandoli persino nel musetto dell'animale. La scelta dell’ermellino nasconde un significato simbolico: in greco è detto galé, parola che per assonanza richiama Gallerani. Inoltre, nei bestiari medievali, questo animale rappresenta alcune virtù, come l'equilibrio e la pacatezza. Nel ritratto di Cecilia Leonardo riuscì a fissare e a raccontare un frammento di vita della giovane donna colta e raffinata: la doppia torsione del busto e della testa, la vivacità dello sguardo, la palpitante vitalità ne fanno uno dei capolavori più innovativi dell'arte del ritratto, ormai alle soglie del XVI secolo.


L'opera fu acquistata alla fine del Settecento dal principe polacco Adam Czartoryski e venne donato al museo privato della madre Isabella nel castello di Pulawy. Qui probabilmente si aggiunse l’iscrizione La belle Ferronière – Leonard d’Awinci. Il principe credeva infatti di aver acquistato un altro quadro del pittore toscano: la Belle Ferronière oggi al Louvre di Parigi. La Dama con l’ermellino viaggiò molto: fu trasferita a Parigi intorno al 1840 per poi rientrare a Cracovia nel 1876 dove oggi è conservata presso il Museo Czartoryski.

Scopri di più!

E queste saranno le nuove caratteristiche che i ritratti nel pieno Rinascimento ricercheranno.
Per scoprire la storia del ritrattismo segui l'etichetta #ritrattieritrattisti

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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