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lunedì 27 febbraio 2017

Le 10 opere d’arte più magiche


Nuovo appuntamento con la rubrica che traduce per voi curiosi articoli dalla stampa estera. Anche questa volta è il The Guardian a guidarci in un percorso inusuale nella storia dell'arte. Si parla di magia, magia spirituale, magia nera, occultismo ed esoterismo. Tutti aspetti che nel corso della storia hanno attratto l'interesse dell'uomo come potenti calamite. Pronti per il viaggio? partiamo!



  • Kenneth Anger – L'Invocazione del mio fratello demone (1969)

Il regista underground Kenneth Anger è un seguace dell’esoterista inglese Aleister Crowley e alcuni dei suoi film vengono interpretati come dei veri rituali occulti. Il titolo di questo classico della fine degli anni ’60, musicato da Mick Jagger, non ci lascia alcun dubbio: il film, infatti, è una sensuale orgia visiva che cerca di raggiungere il potere magico anche nel mondo reale. Ora sapete di cosa parla "Sympathy for the Devil" di Mick Jagger.


  • Robert Mapplethorpe – Autoritratto (1983)

In questo autoritratto romantico e cupo, Mapplethorpe posa come un terrorista satanico davanti ad un’installazione pentagonale. Secondo le memorie di Patti Smith, Mapplethorpe si interessò seriamente alla magia nera e all’idea di riuscire a scagliare incantesimi attraverso la propria arte. Questo, quindi, potrebbe non essere un semplice autoritratto ma un’invocazione a qualche forza dell’oltretomba.


  • Sandro Botticelli – Venere e Marte (1485ca.)

Il dio della Guerra dorme profondamente e anche le sue armi diventano innocue sotto l’influsso di Venere. La bellezza cristallina di questo dipinto rinascimentale rende i miti greci incantevolmente reali e immediati, ma oltre a questo c’è di più. Venere, infatti, era sia una divinità sia un’entità magica e astrologica e il potere che qui esercita potrebbe essere una raffigurazione tanto mitologica quanto magica. Il quadro stesso, infatti, veniva usato come oggetto totem affinché portasse felicità, armonia e salute.


  • Hew Draper – Graffiti magici nella Salt Tower, Torre di Londra (1561)

Nel XVI secolo, Hew Draper fu confinato nella Torre di Londra poiché accusato di stregoneria e, come molti altri prigionieri, lasciò delle incisioni sulle pareti della cella. Tuttavia, le sue non sono preghiere a Cristo, bensì un globo astrologico e altri simboli magici. Si potrebbe dire che disegnare gli strumenti della propria arte magica sia stato un errore stupido dal momento che erano prova della sua consapevolezza, ma, come spesso succede nella Salt Tower, si dice che il luogo dove Draper scavò queste incisioni sia uno dei più infestati dell’intero complesso.


  • Messico – Lo specchio del Dott. Dee (XV-XVI sec.)

Questo specchio di ossidiana nera è un capolavoro dell’arte mesoamericana ed era utilizzato come specchio magico dai sacerdoti aztechi. Quando arrivò in Europa per opera dei conquistadores finì nelle mani dell’astrologo e esoterico John Dee, che operava nella corte di Elisabetta I e Rodolfo II. Oggi questo oggetto occulto è un tesoro del British Museum.


  • Picasso – La Celestine (1904)

Il ritratto della donna con il "malocchio" è un tema fortemente radicato nel folklore spagnolo e un indizio sull’immaginazione del pittore. Picasso, infatti, credeva visceralmente che la sua arte potesse cambiare la realtà, che fosse una sorta di incantesimo. L’enorme potere dei suoi quadri e delle sue sculture deriva proprio dalla convinzione che un’immagine non fosse solo un’immagine, ma un atto di magia buona o maligna.


  • Congo –Kozo il cane a due teste (fine XIX – inizio XX sec.)

Si credeva che questa scultura avesse il potere di assicurare salute, fortuna e felicità, poiché ogni chiodo rappresenta una preghiera o un rituale. Per chiedere di ottenere qualcosa bastava aggiungerne uno nuovo, e per questo essa ha anche un grandissimo potere artistico.


  • Egitto – Ceramica di Faenza shabti di Sety I (1290ca. A.C.)

In molte culture antiche, i sacrifici umani venivano deposti nelle tombe delle persone più potenti perché le servissero nell’aldilà. Tuttavia, gli antichi egizi erano più civilizzati e raffinati di altri popoli nell’uso della magia: le loro tombe erano piene di statuine "shabti", come questo bellissimo esemplare blu, che prendevano vita grazie ad un incantesimo e servivano così la persona mummificata.


  • Germania – Reliquiario di San Sebastiano (1497)

Questo fantastico reliquiario rinascimentale è uno dei tanti contenitori ornati fabbricati in Europa che contengono le spoglie e gli oggetti di santi. Si crede che le reliquie sacre abbiano dei poteri magici: ad esempio, si riteneva che questo reliquiario portasse fortuna, più specificatamente, che proteggesse dalla peste, dal momento che si pensava che San Sebastiano avesse dei poteri particolari per debellare le epidemie. Questo oggetto, quindi, non era tanto un bene di lusso quanto un potente amuleto contro la peggiore delle malattie.


  • Firenze – Il miracolo dell’Annunziata (XIV secolo)

Nessun quadro di nessun artista famoso nella Firenze rinascimentale fu tanto venerato quanto questa immagine magica. Si credeva, infatti, che un angelo avesse guidato la mano del monaco anonimo che lo aveva dipinto: creato direttamente in Paradiso, esso aveva il potere di salvare la città nei momenti più difficili. Il quadro è esposto in una cappella speciale nella chiesa della Santissima Annunziata di Firenze, dove viene adorato ancora oggi.

Fonti: traduzione di Beatrice Righetti da www.theguardian.com 

Mi chiamo Beatrice Righetti, sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale all’Università di Padova e sono un’appassionata traduttrice. Studio inglese, russo, tedesco e spagnolo, e nel tempo libero mi dedico all’arte e alla letteratura. Per questo, credo fortemente nella divulgazione artistica e culturale, specialmente se integrata nel nostro vasto e poliedrico panorama internazionale.

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