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venerdì 17 marzo 2017

Arnold Bocklin

Arnold Böcklin,Autoritratto con la morte che suona il violino
Arnold Böcklin nacque il 16 ottobre 1827, a Basilea, in Svizzera. Il suo periodo di apprendistato, che durò fino al 1850, lo vide studente dell’Accademia di belle arti di Düsseldorf sotto la guida di Johann Wilhelm Schirmer, esponente del Romanticismo tedesco, e nel 1848 a Parigi dove ebbe l’opportunità di entrare in contatto con l’opera di Corot, Delacroix e Couture. Nel 1850 Böcklin trovò una forte e nuova ispirazione a Roma, nel mondo antico e nella miologia classica: ecco che i suoi dipinti vennero inondati dalla calda luce del sole italiano, dalla rigogliosa vegetazione del sud, dalla luce brillante della campagna romana e dalle antiche rovine con pastori solitari, ninfe e centauri.

Al suo rientro a Basilea, con la moglie italiana Angela Pascucci, completò il quadro che lo portò alla fama, quando il re di Baviera Ludwig I lo acquistò nel 1858: Pan nel canneto, una rappresentazione del dio pastorale dalle zampe caprine che suona indisturbato la sua siringa rivolto di spalle a guardare lontano, sotto un cielo annuvolato. Questo dipinto segnò l'inizio del suo interesse per il mondo delle ninfe, delle naiadi e dei tritoni che diede in alcuni casi esiti al limite dell'assurdo.
In seguito però il suo stile si fece più cupo  e carico di misticismo, avvicinandosi all'orbita simbolista.

Arnold Bocklin, Pan nel canneto
L'artista insegnò presso l'Accademia di Belle Arti di Weimar nel periodo 1860-1862 e nel 1866 dipinse gli affreschi e modellò le maschere grottesche per la facciata del Museo di Basilea. Soggiornò a Firenze dal 1874 al 1885, e questo fu senz'altro il suo periodo più attivo: continuando a esplorare il rapporto uomo-donna, alternando scene religiose alle allegorie dei poteri della Natura. Assiduo sperimentatore anche sul piano tecnico, usò la tempera e altri materiali per ottenere una superficie pittorica priva di pennellate.

Arnold Böcklin, Ulisse e Calipso
Sicuramente è un artista molto conosciuto al vasto pubblico sopratutto per le sue cinque versioni dell'Isola dei morti e per capolavori come Rovina sul mare o Il bosco sacro o ancora Ulisse e Calipso.
L'isola dei morti arrivò perfino ad ispirare al compositore russo Rachmaninov un poema sinfonico.
A seguito di un ictus nel 1892 e a causa della sua salute cagionevole tornò in Italia, acquistò una villa a Fiesole e lì morì il 16 gennaio 1901. Fu sepolto a Firenze al cimitero evangelico “agli allori”. 
Molte delle sue opere tarde raffigurano incubi di guerra, la peste e la morte.
Personalmente è un pittore che ammiro molto, influenzato dal movimento romanticista, per definizione simbolista, capace di evocare atmosfere misteriose tra mitologia e religione.
Una curiosità: Bocklin fu come Leonardo da Vinci, che non apprezzava, uno sperimentatore di macchine volanti.


Continua l'esplorazione ...

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