buzzoole code Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
                        

martedì 4 aprile 2017

I 10 volti indimenticabili della storia dell’arte


Dalla trasognata barista di Manet, alla Marilyn Monroe multicolore di Warhol, dalla stupenda regina egizia ritratta nell'antichità, alla sorridente donna enigmatica di Da Vinci: ecco una serie di volti che non dimenticherete mai.

  • Edouard Manet –Bar alle Folies-Bergère (1882)

Il viso perso, triste e trasognato della barista, che ci guarda dal ritratto della vita notturna parigina di Manet, è la maschera della donna moderna. Alienata da quello che le sta attorno, cerca di ignorare la squallida clientela mentre aspetta la fine del turno. Chi è ad esempio l’uomo riflesso allo specchio? Nella visione del pittore, il lavoro è sfruttamento anonimo, le relazioni di genere sono pericolose e la città è un nightclub scintillante ma senza cuore: lo si legge  bene sulla faccia della ragazza.

  • Leonardo da Vinci – Mona Lisa (1503-06ca.)

Leggenda e fantasia avvolgono il viso più famoso della storia dell’arte. Si dice che Leonardo avesse assunto dei musicisti per allietare la sua modella così che sorridesse e non venisse ritratta con la tipica espressione seria delle tele del XVI secolo. Tuttavia, gli studi sul ritratto hanno dimostrato che inizialmente quel magico sorriso non esisteva e che era stato creato dal pittore durante la rielaborazione del dipinto; inoltre, non vi è nessuna prova a favore della tesi per cui la modella in realtà fosse un uomo, o Leonardo stesso. La tela si potrebbe pensare come una creazione non tanto del Da Vinci pittore, quanto dell’anatomista: uno studio su come un viso possa venire illuminato da un semplice movimento delle labbra.

  • Pablo Picasso – Ritratto di Gertrude Stein (1905-6)

Durante lo schizzo del ritratto della scrittrice d’avant-garde Gerturde Stein, Picasso si lamentava poiché non riusciva a riprodurne correttamente il viso. Il dipinto rimase in uno stato di stallo finché il pittore non cominciò a ispirarsi all’arte primitiva: improvvisamente realizzò che il volto della donna poteva diventare una maschera di pietra, una sorta di totem. Picasso affermò in seguito che la Stein e i suoi colleghi modernisti espatriati a Parigi non erano né donne né uomini: "erano americani".

  • Domenico Ghirlandaio – Ritratto di vecchio con nipote (1490ca.)

In questo capolavoro intimo e commovente del Rinascimento fiorentino, un bambino guarda il viso stupito del nonno: esso rappresenta un mirabile lavoro artistico di per sé per la nobiltà con cui l’uomo convive con la sua deformità fisica. Il Ghirlandaio capovolge l’ideale rinascimentale di bellezza per rivelare l’eroismo della deformità.

  • Andy Warhol – Dittico Marilyn (1962)

Il viso di Marilyn è veramente indimenticabile o ci appare già come un fumoso ricordo? È proprio questo ciò che ci domanda l’inquietante dittico di Warhol, realizzato con due set di immagini stampate a colori contrastanti tra loro. In uno di essi, il volto dell’attrice viene preservato dai colori sgargianti, vivi e indelebili come una maschera mortuaria dorata; nell’altro, invece, la sua bellezza, persa nel processo di copiatura, sbiadisce sotto i nostri occhi e viene mantenuta solo come una traccia cruda e inadeguata della bellezza ormai morta.

  • Rembrandt – Una donna anziana, "La madre dell’artista" (1629ca.)

Questo incisivo studio di un viso anziano è stato tradizionalmente interpretato come il ritratto della madre di Rembrandt. Senza soffermarci più di tanto sull’identità del soggetto, si nota come l’artista ne abbia tratteggiato la pelle consumata dal tempo con tenerezza e compassione, e forse con qualcosa di più: la reverenza per la saggezza che compare assieme alle rughe.

  • Antico Egitto – Busto di Nefertiti (1370-1330ca. A.C.)

Alcuni volti del passato sono sopravvissuti fino ai giorni nostri mantenendo una chiarezza espressiva sorprendente, ed è proprio quando vengono riprodotti in modo così realistico che diventano indimenticabili. Nefertiti era la moglie di un faraone che si ribellò alla maestosità dell’arte egiziana tradizionale, cercando un nuovo stile più vicino alla realtà. Questo busto tramanda le sembianze di una donna morta più di 3000 anni fa, ed è fantastico e sorprendente guardare questo viso e accorgersi che potrebbe essere quello di una modella del XXI secolo.

  • Johannes Vermeer – La ragazza con l’orecchino di perla (1665-67ca.)

Dire che la misteriosa ragazza di Vermeer sia "indimenticabile" potrebbe essere fuorviante proprio perché venne dimenticata per secoli. Solo nel XIX secolo, l'era di Manet e della fotografia, venne riscoperto il genio di Vermeer ed oggi gli occhi di questa ragazza, che guarda dietro di sé, ci perseguitano in silenzio. Il suo viso unisce una scintillante combinazione di ordinarietà e bellezza che crea un debole alone di mistero attorno a lei.

  • Edvard Munch – L’Urlo (prima versione del 1893)

Il viso di questa Monna Lisa moderna è simile a quello di uno zombie, marchiato da una disperazione assoluta. Qui Munch ha creato il perfetto quadro espressionista assegnando al viso le qualità e le fattezze della psiche interiore: non stiamo guardando un volto, ma un Io logorato e urlante dagli occhi interiori invisibili e la pelle giallastra. E' così che appariremmo se le nostre facce esprimessero i nostri reali sentimenti, in una gran brutta giornata però!

  • Diego Velázquez – Testa di cervo (1626-27)

In questo incontro davvero indimenticabile nei giardini reali, il grande ritrattista spagnolo Diego Velázquez guarda apertamente un cervo che ricambia lo sguardo. Velázquez aveva dipinto qualsiasi tipo di persona, dai re agli ubriaconi, ma qui rivela la forza degli animali, il loro appassionato mistero. Questo animale è solo carne da macello per la caccia reale? La profondità che il pittore ha visto nei suoi occhi ci lascia con un dubbio inquietante.

Fonti: traduzione di Beatrice Righetti da www.theguardian.com

Mi chiamo Beatrice Righetti, sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale all’Università di Padova e sono un’appassionata traduttrice. Studio inglese, russo, tedesco e spagnolo, e nel tempo libero mi dedico all’arte e alla letteratura. Per questo, credo fortemente nella divulgazione artistica e culturale, specialmente se integrata nel nostro vasto e poliedrico panorama internazionale.

Se ti piace il blog, metti un like alla pagina Facebook 👇👇💛

2 commenti:

  1. Interessantissimo, personale e ben fatto. Il ritratto dell'anziano col nipotino (Ghirlandaio) non lo ricordavo, e' notevole.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai Marina che quel ritratto del Ghirlandaio mi fa sempre tanta tenerezza ed è uno dei miei preferiti 😉

      Elimina