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lunedì 10 aprile 2017

La nascita del fumetto a puntate


Nuovo post dalla rubrica #IconaFumetto che ripercorre per voi la storia di questa forma d'arte, tra illustrazione e cinema.
Negli anni Venti in America si assistette a una leggera separazione tra la striscia giornaliera e la tavola domenicale, nel tentativo forse di spartire il pubblico. Da un lato il supplemento domenicale, a colori, rimase il gioioso appuntamento dedicato ai più piccoli e dall'altro lato la striscetta settimanale in bianco e nero si confermò per un pubblico più adulto.

Inoltre, si verificò un cambiamento epocale: se fino a questo momento infatti abbiamo visto come i comics fossero sempre auto-conclusivi nel raccontare una storia, possiamo dire che negli anni Venti vennero poste le basi per i fumetti a puntate. Non fu un passaggio immediato, ma si trattò di un cambiamento graduale che all'inizio portò a un semplice susseguirsi di gags autonome. Una volta compreso che il pubblico gradiva, si ruppero gli indugi e si saltò definitivamente il fosso, verso l'avventura.

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Sono questi gli anni di Popeye, un marinaio guercio e rissoso dalla parlata gergale, frutto dell'invenzione di Elzie Crisler Segar. Con Popeye si passò dalla pura satira sociale verso storie più articolate e avventurose, con un occhio sempre alla risata. Negli anni Trenta i fratelli Fleischer cominciarono a sfornare cartoni animati che videro come protagonista il muscoloso marinaio.
Joe Palooka è il tipico biondone americano, alto, ben piantato, di buoni sentimenti, insomma fin troppo perfetto per essere vero. Fa il pugile e questa insolita attività è un espediente per portare i lettori in un ambiente insolito. Il suo creatore è Harm Fisher che in pochi anni lo rende un difensore dei valori degli Stati Uniti. Un po' noioso, se non fosse per i personaggi di contorno molto più veritieri, disegnati da due geniali collaboratori di Fisher.


Milt Gross fu un autore eccentrico che nella strip Dave's Delicatessen raccontò le avventure di Count Screwloose, ostentando un linguaggio da ebrei del Bronx. Gross, considerato un autore marginale, ma di culto, lasciò il mondo dei fumetti per diventare lo sceneggiatore di alcuni film di Chaplin e in seguito dedicarsi alla pittura. Negli Stati Uniti esiste un fondo di assistenza per autori di fumetti ridotti in povertà che porta il suo nome.


La storia più esemplare del passaggio dall'umorismo all'avventura è quella di Wash Tubbs and Captain Easy di Rob Crane. I due personaggi sono un piccoletto bruttino e chiacchierone, alla Woody Allen, sempre circondato da belle donne più alte di lui e un grandone dalla mascella forte e dal pugno facile. La serie si evolverà, iniziando con il primo personaggio, scoprendo il secondo e dando infine a quest'ultimo più importanza, relegando il piccoletto Wash Tubbs a un ruolo secondario.
Capostipite della fantascienza a fumetti, Buck Rogers nasce in un racconto scritto da Philip Nowlan nel 1928 che poi diventerà una serie a fumetti disegnata da Dick Calkins. Prende vita così nel 1929 il primo eroe spaziale: si tratta di un terrestre che, risvegliatosi da una specie di coma a cinquecento anni dalla sua epoca, si trova a dover affrontare una tecnologia avanzatissima e per lui sconosciuta. Questo fumetto avrà vita lunga, nonostante i disegni non proprio eccelsi e l'ingenuità dei testi a volte pure un po' razzisti.


Tarzan, l'uomo scimmia, nasce letterariamente nel 1912 dalla penna di Edgar Rice Burroughs, ma bisognerà aspettare il 1929 per averne la bella versione a fumetti, firmata fino al 1937 da Harold Foster, uno dei maestri più amati e rispettati della comic art.
Due adolescenti, Tim e Spud, Cino e Franco in Italia, sono i protagonisti di una longeva serie avventurosa che è riuscita a far identificare con loro più di una generazione di lettori. Tim Tyler's Luck esordisce nel 1928 firmata da Lyman Young. Partita come una storia dai toni umoristici, presto si convertirà all'avventura, decollando definitivamente quando i due ragazzi si ritrovano in Africa, alle prese con tribù selvagge, bande di contrabbandieri, attacchi di belve e inedite ambientazioni in savane o foreste.

Continua l'esplorazione ...

Se vuoi scoprire tutta la storia del fumetto segui l'etichetta #iconafumetto

Fonti: Gulp!100 anni a fumetti, a cura di Ferruccio Giromini, Marilù Martelli, Elisa Pavesi, Lorenzo Vitalone, Electa, Milano, 1996

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