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mercoledì 31 maggio 2017

La ronda di notte, Rembrandt


La Ronda di notte anche noto come La guardia civica in marcia, è un dipinto a olio su tela di 350 per 430 centimetri circa, realizzato da Rembrandt nel 1642 e conservato al Rijksmuseum di Amsterdam. Considerato uno dei maggiori capolavori del maestro olandese il dipinto rappresenta in primo piano il capitano Frans Banning Cocq, vestito di nero con una cintura rossa e il suo luogotenente Willem van Ruytenburgh, vestito di giallo con una fascia bianca. Il quadro è un’istantanea del momento in cui il capitano dà l'ordine di cominciare la marcia,verso un luogo d'azione o di ritrovo non precisato.

Il dipinto fu commissionato intorno al 1639 dal capitano Frans Banning Cocq e dai diciassette membri della milizia civica. Diciotto nomi infatti emergono su uno scudo, dipinto sullo sfondo in alto quasi in posizione centrale, ma sono ben trentaquattro i personaggi che appaiono nella scena di marcia. Tra i componenti della gilda di Cocq emerge anche un uomo sullo sfondo, in cui si è voluto vedere la raffigurazione ad autoritratto dell’artista. Rembrandt fu pagato 1.600 fiorini per l’opera, una cifra considerevole per il periodo e questo dipinto fu seguito da altri sette simili raffiguranti le milizie
e commissionati durante quel periodo a diversi artisti.

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Il dipinto fu ordinato per essere appeso nella sala del banchetto della nuova sede degli archibugieri di Amsterdam. Alcuni hanno suggerito che l'occasione per questa commissione a Rembrandt e per la serie di ulteriori commissioni date ad altri artisti fu la visita della regina di Francia, Maria de' Medici, avvenuta nel 1638. Anche se la donna all’epoca era esiliata dal suo regno per ordine del figlio Luigi XIII, l’arrivo della regina fu accolto con grande sfarzo e trepidazione.


Il dipinto, completato proprio al culmine del Secolo d'Oro olandese, è diventato celebre per tre caratteristiche principali: le sue dimensioni colossali, l'uso efficace di luci e ombre e la percezione del movimento in quello che tradizionalmente sarebbe apparso come uno statico ritratto militare. Pochi sanno che il titolo nasce da una sbagliata interpretazione, infatti non si tratta di un’opera ambientata di notte, ma di giorno. Per gran parte della sua esistenza, il dipinto è stato ricoperto da una vernice scura, che ha generato l'impressione errata che si trattasse di una scena notturna. Questa vernice è stata rimossa solo a seguito di un restauro avvenuto nel 1940.

Rembrandt Harmenszoon van Rijn, ronda di notte, 1640-42
Con l'uso efficace della luce del sole e delle ombre, Rembrandt conduce l'occhio ai tre personaggi più importanti tra la folla: i due signori in centro, e la piccola bambina sullo sfondo, spostata a sinistra. L’artista inserì i simboli tradizionali degli archibugieri in modo naturale, attraverso l’ausilio della ragazzina che li trasporta sullo sfondo. Lei è una sorta di mascotte: ha gli artigli di un pollo morto
appesi alla sua cintura, l’elsa di un pugnale dietro il pollo e porta con sé il calice della milizia, tutti oggetti che rappresentano gli archibugieri. L'uomo di fronte a lei indossa un copricapo di foglie di quercia, altro simbolo tradizionale degli archibugieri. Il pollo morto ha anche lo scopo di rappresentare un avversario sconfitto, mentre il colore giallo, molto presente nel dipinto, è spesso associato alla vittoria.

Un dettaglio dell'opera
Una delle spiegazioni del dipinto ipotizza che Rembrandt vi abbia nascosto diverse chiavi di interpretazione, come era comune tra gli artisti di maggior talento all’epoca. Così la Ronda di Notte è simmetricamente divisa, in primo luogo per illustrare l'unione tra i protestanti olandesi e i cattolici olandesi, e in secondo luogo per evocare lo sforzo bellico comune contro gli spagnoli. Seguendo questa ipotesi il capitano più alto al centro del quadro simboleggia la leadership protestante olandese, fedelmente sostenuta dai cattolici olandesi, rappresentati dal luogotenente più basso, vestito di giallo. Inoltre, sono stati concepiti tutti i caratteri di questo dipinto di presentare doppie letture.

Un dettaglio dell'opera
Nel 1715, al momento della sua rimozione dalla sede degli archibugieri per essere trasferito al Municipio di Amsterdam, il dipinto fu tagliato su tutti e quattro i lati. Ciò si rese necessario, presumibilmente, per adattare le dimensioni del quadro allo spazio tra due colonne nella sua nuova collocazione ed era una pratica piuttosto comune prima del XIX secolo. Questa mutilazione determinò la perdita di parte del dipinto e di alcuni dettagli tra cui la parte superiore dell'arco, una
balaustra, e il bordo del gradino in basso. Questa balaustra e il gradino furono fondamentali strumenti visivi utilizzati da Rembrandt per dare al quadro un’idea di movimento in avanti. Una copia del dipinto eseguita da Gerrit Lundens nel XVII secolo e oggi custodito alla National Gallery di Londra e mostra la composizione originale.

Un dettaglio dell'opera
Uno degli aspetti più importanti della Ronda di notte è che le persone raffigurate sono di dimensioni quasi reali: Rembrandt dà così l'illusione che i personaggi debbano saltare fuori dalla tela ed entrare nel nostro mondo reale. Un errore che spesso si fa parlando di questo quadro è che il declino della carriera artistica di Rembrandt sia cominciato con l’accoglienza negativa che secondo alcuni ebbe il dipinto, da parte dei contemporanei dell’artista. Questo falso mito non ha alcuna origine provata in quanto non vi è alcuna traccia di critica nei confronti del dipinto nel corso della vita di Rembrandt, e il capitano Cocq commissionò anche un acquerello all’artista per la sua collezione personale. È più probabile che il calo di popolarità dell'artista non fu il risultato delle reazioni a nessuna sua opera, ma piuttosto avvenne a causa del cambiamento nel gusto dell’epoca. Nel corso del 1640 i ricchi mecenati infatti cominciarono a preferire i colori vivaci e i modi graziosi che erano stati avviati da pittori come il ritrattista fiammingo →Anthon Van Dyck.

La copia del dipinto eseguita da Gerrit Lundens nel XVII
La Ronda di notte, come spesso avviene anche ad altre icone della storia dell’arte, ha subito diversi atti di vandalismo. Il primo episodio di questo genere avvenne il 13 gennaio del 1911 quando un uomo tagliò il dipinto con la lama di un calzolaio. L’opera fu poi oggetto delle taglienti attenzioni di un insegnante disoccupato, molto probabilmente uscito di senno, che il 14 settembre del 1975 lacerò il dipinto con un semplice coltello: i colpi profondi e violenti, causarono ben tredici tagli, alcuni dei quali erano lunghi perfino ottanta centimetri. L’opera fu restaurata con successo grazie alle varie copie esistenti che ne permisero la reintegrazione fedele e fu riesposta al pubblico dopo quattro anni. I risultati di questo gesto sconsiderato sono però ancora visibili analizzando il dipinto con uno sguardo ravvicinato.

Un dettaglio dell'opera
L'uomo non fu mai condannato perché considerato folle e si suicidò in un ospedale psichiatrico nell’aprile del 1976. Infine il 6 aprile 1990, un uomo spruzzò dell’acido sulla pittura attraverso uno spruzzino che tenne nascosto finché non si trovò di fronte al dipinto. Le guardie di sicurezza intervennero prontamente e si procedette immediatamente a risciacquare con acqua la tela. L'acido per fortuna penetrò solo lo strato di vernice del dipinto senza danneggiare i colori sottostanti e l’opera poté così essere facilmente restaurata. Dopo questo ultimo ed ennesimo evento, la Ronda di notte venne protetta da un particolare pannello di cristallo antiproiettile.


Samuel von Hoogstraten, allievo di Rembrandt quando dipinse una copia della Ronda di notte, capì immediatamente la grandezza dell’opera, usando queste parole: "È così pittorica nella concezione, così impetuosa nei movimenti e così fortemente espressiva che i quadri che gli figurano accanto nella sala sembrano al confronto carte da gioco". La sensazione di fronte a questo imponente quadro è quella che Rembrandt, quasi come un moderno fotografo, abbia catturato sulla tela un’istantanea, senza che i protagonisti di tale scatto se ne rendessero conto. Si può affermare senza dubbio che per Rembrandt la pittura rappresentò la sua stessa vita, esaltata da giovane, bulimica negli anni di maggior popolarità, triste dopo il tracollo finanziario causato anche dalla sua smania collezionistica. Questo grande artista sintetizzò in modo rappresentativo la sua epoca e ne raccontò la profonda agitazione con tale vigore da essere diventano un simbolo che la rappresenta: il Secolo d'Oro, un lungo periodo di scontri, fra guerra e pace, durante il quale il commercio, le scienze e le arti olandesi furono tra le più acclamate del mondo.

Continua l'esplorazione

→ Rembrandt van Rijn e il Secolo d’oro
→ Paesaggi - paesaggio in tempesta
→ Rembrandt van Rijn grande ritrattista

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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